«Poligono, la bonifica non ai militari»

Cordenons, sull’area inquinata intervengono Laura Sartori (Sinistra) e Gobbo (Pdl): subito azioni

CORDENONS. Unici rappresentanti del Comune presenti alla serata organizzata dal Gruppo di mutuo soccorso di Cordenons sul tema dell’inquinamento dei poligoni militari, i consiglieri Laura Sartori per le minoranze (Sinistra in Comune) e Andrea Gobbo per la maggioranza (Pdl) si difendono dalle accuse.

«Gli organizzatori – dicono all’unisono – non si lamentino se le istituzioni non erano presenti, dato che non sono state invitate». Sartori infatti è intervenuta perché informata casualmente da una mail, Gobbo l’ha saputo al bar.

«Inoltre – dice Sartori – tra gli organizzatori c’è una corrente anarchica che fatica a collaborare con le istituzioni. Né è prova il fatto che sono stata accusata di non avere dato un contributo, sebbene dal 1997, a suon di emendamenti mai accolti in consiglio comunale, io mi batta affinché sul poligono militare dei Magredi supervisioni anche l’Arpa». Ultimo in ordine di tempo è l’ordine del giorno con cui la consigliera lo scorso mese, all’indomani cioè della notizia che in un’area del poligono si sono superati i valori soglia di presenza di materiali pesanti, chiedeva che i dati siano resi pubblici, che sulla caratterizzazione (ora all’esame della Conferenza dei servizi) supervisionino Regione e Arpa, come in un regime ordinario di bonifica, che questa sia affidata non ad organi militari e infine che siano controllate anche le falde acquifere. “Questo – fa notare Sartori – è ciò che chiedono anche gli ambientalisti e per il quale continuerò a battermi anche con la loro collaborazione, se vorranno. L’ordine del giorno invece è stato bocciato della maggioranza, compreso il consigliere Gobbo».

Quest’ultimo ha ritenuto «interessante l’incontro, tanto che – annuncia – contatterò gli organizzatori per mettere in campo azioni a sostegno della causa». Gli ambientalisti chiedono che sulla vicenda ci sia una comunicazione trasparente. «Dall’incontro con i relatori Giuseppe Rizzardo di L’Ambiente è vita e il sindaco di Aviano, Stefano Del Cont Bernard – riferiscono dal Gruppo – è emerso infatti che la procedura utilizzata dai militari non si attiene alle normative vigenti sull’impatto ambientale. Si rifanno cioè a quella relativa all’immagazzinamento di materiale militare. Ma la dispersione delle munizioni durante le esercitazioni non può essere considerata tale». Sul sito www.difesambintale.org a breve sarà disponibile una lettera che i cittadini potranno firmare e spedire alle istituzioni per chiedere che tutta la documentazione sia resa pubblica.(mi.bi.)

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