Più di 35 mila per le strade e Gorizia si scopre alpina

GORIZIA. «Ma non possiamo farne una all’anno?», sorride con fanciullesca ingenuità una signora di mezza età, quando l’ultimo rullo di tamburi si è dissolto nell’aria e il sole inizia a picchiare ferocemente ai Giardini pubblici.
Il fatto è che Gorizia se l’è goduto fino in fondo questo Raduno degli alpini. I goriziani sono usciti in strada, si sono sparpagliati con ordine lungo corso Italia e corso Verdi. Hanno applaudito e fotografato, hanno fischiettato la Canzone del Piave e “Quel mazzolin di fiori”.
Hanno urlato «Viva gli alpini!» e hanno ricevuto in cambio una giornata (anzi tre) da sogno. «Gorizia ha accolto con calore gli alpini, e questo non è scontato – ha riconosciuto il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero –. L’accoglienza, così come l’organizzazione, sono state assolutamente perfette: mi piace ricordare che gli alpini onorano qui nel capoluogo isontino non soltanto i cento anni dalla Grande Guerra, ma anche il centenario della prima volta di Gorizia italiana».
La soddisfazione del sindaco
«Ora sono cavoli tuoi», ha scherzato il sindaco Ettore Romoli, cedendo il testimone al giovane rappresentante del Comune di Vicenza, che eredita da Gorizia l’organizzazione del Raduno 2017.
«È andato tutto per il meglio, devo ringraziare l’Ana per l’organizzazione che hanno saputo mettere in piedi», ha commentato il primo cittadino, che ha ammesso la propria emozione per aver sfilato tra le vie del centro al momento dello schieramento del gonfalone del Comune.
Un unico cruccio: «Peccato che dall’Enac sia arrivato il niet all’esibizione degli alpini paracadutisti, che dovevano arrivare allo stadio Baiamonti: ci adopereremo però per fare il lancio l’8 agosto, in occasione dell’anniversario della redenzione della nostra città», ha chiosato il sindaco, che ha lasciato l’onore della sfilata all’assessore agli eventi, Arianna Bellan.
Non ha perso neppure un minuto dell’evento la presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani, affiancata fin dalla deposizione delle corone in onore ai caduti al parco della Rimembranza dal vicepresidente Sergio Bolzonello (componente peraltro del comitato organizzatore del Raduno) e dall’assessore regionale Sara Vito.
Accanto a loro, anche il prefetto di Gorizia, Isabella Alberti. «La scelta di Gorizia non è stata casuale – ha detto Serracchiani –. Per la nostra regione è un vero onore poter ospitare il Raduno triveneto degli alpini, anche per ricordare il centenario della Prima Guerra mondiale», ha spiegato la presidente.
Una città alpina
L’Ana ha disseminato la città di tricolori: ne ha piazzati seimila, in ogni angolo, sui lampioni e alle finestre degli edifici pubblici. Ma la differenza l’hanno fatta i residenti, che spontaneamente hanno esposto le proprie bandiere dai balconi, regalando un’accoglienza davvero calda alle Penne nere.
E anche i negozianti, questa volta, si sono superati. D’accordo il ritorno economico, innegabile, di quarantamila anime che devono mangiare, bere e riposare (e infatti, subito dopo la sfilata, era pressoché impossibile trovare posto in uno dei ristoranti del corso).
Ma gli esercenti del centro hanno davvero accolto l’invito dell’Ana, onorando il protocollo siglato con tra l’associazione e Confcommercio: bar aperti per tutta la durata della manifestazione, accoglienza calorosa, offerte speciali e menù ad hoc, oltre a cicchetti e calici di vino offerti agli “scarponi” più intraprendenti.
Macchie? Davvero poche: una signora residente in via Garibaldi si è lamentata con il sindaco (peraltro interrompendo con poco tatto la diretta Facebook del Messaggero Veneto) per il concerto improvvisato in strada dalla fanfara della Brigata Julia, qualcun altro ha segnalato la carenza di bagni chimici, mentre l’unico momento “caldo” per la viabilità si è registrato nell’imminenza della partenza della sfilata, quando si è creato un ingorgo in Casa Rossa, quartier generale dei pullman.
Pochi i malori: appena tre gli interventi del 118, uno solo nella giornata di sabato.
La gioia della Julia
«Al di là di un’organizzazione che non esisto a definire eccellente, Gorizia ha risposto con un'accoglienza davvero unica – ha commentato il generale Michele Risi, comandante della Brigata Julia che ha celebrato ieri la propria Adunata nazionale -. Gorizia è un luogo bellissimo, che si presta a manifestazioni di questo genere, ma di certo questo successo poteva essere raggiunto senza il supporto di tutti, dagli organizzatori alle istituzioni.
Sono due anni che lavoriamo di concerto con l’Ana di Gorizia per questo evento, e il nostro rapporto ne esce sicuramente ulteriormente rafforzato».
«Siamo andati oltre le più rosee aspettative, con oltre 35 mila presenze complessive e 20mila alpini in sfilata – commenta soddisfatto il presidente dell’Ana di Gorizia Paolo Verdoliva -. Dobbiamo dire un grazie sincero alla città e ai goriziani, che hanno accolto gli alpini con calore, e partecipato davvero numerosi alla sfilata e più in generale a tutte le manifestazioni organizzate in occasione di questo memorabile Raduno triveneto 2016.
In questi casi ci sono sempre delle difficoltà, piccole o grandi, da affrontare, ma il comitato ha saputo risolverle nel modo migliore e con successo.
Tutto è andato per il meglio, ed abbiamo registrato anche una partecipazione convinta al Villaggio dei partner».
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