Pippo Delbono: «Il mio teatro è di poesia e di sensazione»

“Dopo la battaglia”, ultimo e applauditissimo in tutta Europa lavoro di Pippo Delbono arriva lunedì sera al Verdi di Pordenone in esclusiva per il Nord-Est.
Dice l’attote e regista ligure, ormai una star internazionale: «Il mio è un teatro poetico e alla poesia non si deve chiedere di raccontare fatti, cose, ma di offrire spunti, suggestioni. L’abbandono, il lasciarsi portare da quello che succede in scena, uscire dalla logica del significato e della comprensione a ogni costo, non temere di non sentirsi sicuri. Fondamentale è perdersi, affrontare anche squilibri, poi dopo magari crearsi un proprio percorso interpretativo, che però non deve mai prescindere da una partecipazione anche sensoriale, da pelle d’oca. Che è poi quella stessa che entra in gioco nell’esperienza musicale, nell’esperienza poetica e visiva. Qualcosa che ti entra nel corpo. Ecco, consiglio di vedere “Dopo la battaglia” con il corpo, con lo stomaco...».
E come vede Pippo Delbono la situazione italiana? «Quella teatrale, malissimo, nel senso che il teatro pare interessare sempre meno. Già in questo paese ormai non si parla più di cultura, figurarsi il teatro. Quanto alla politica, boh... non capisco. Avverto spiragli di cambiamento e questo fa ben sperare, ma da qui a dire che l’orizzonte si va schiarendo, ce ne passa...».
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