Petizione per la difesa delle fontane, già mille firme

Quasi mille persone hanno già firmato la petizione avviata dal Comitato di Difesa Ambientale della Bassa Friulana per bloccare l’intervento di strozzatura delle fontane 
San Giorgio di Nogaro, 20 giugno 2014 Comizio pubblico sulle problematiche relative alla gestione dell' acqua e dei pozzi. Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
San Giorgio di Nogaro, 20 giugno 2014 Comizio pubblico sulle problematiche relative alla gestione dell' acqua e dei pozzi. Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

SAN GIORGIO. Quasi mille persone hanno già firmato la petizione avviata dal Comitato di Difesa Ambientale della Bassa Friulana per bloccare l’intervento di strozzatura delle fontane previsto dal Piano Regionale di Tutela delle Acque (Prta), primo passo verso l’acquedottizzazione delle aree della regione Fvg, e la conseguente chiusura dei 20 mila pozzi.

Nell’assemblea pubblica di venerdì (oltre 400 persone presenti provenienti anche dall’Isontino e dal Pordenonese), il consigliere regionale Paride Cargnelutti, ha detto che «il Prta è un buon Piano per la tutela delle acque, ma è sbagliato nella mancata tutela delle fontane che rappresentano la nostra cultura e tradizione. Ho presentato due interrogazioni in merito all’assessore: sono in attesa di risposta».

Mauro Travanut, consigliere regionale, ha ricordato i vari tentativi di acquedottizzare a Bassa, sostenendo che oggi «abbiamo ottenuto già parecchio e la Regione ha capito che bisogna modificare il Prta«.

Saverio Galluccio, del M5S, ha parlato degli acquedotti di quartiere, per ridurre gli sprechi.

Duro attacco alla Regione e alla presidente Serracchiani, di Aldevis Tibaldi del Friuli Rurale che ha evidenziato come «il Prta uscito dal cilindro della Regione impone “l’azione 19 che punta ad impedire l’esercizio a getto continuo di pozzi artesiani...” cioè la strozzatura di tutti i pozzi della Bassa, con l’effetto di provocarne una quanto mai probabile otturazione, ma anche il delittuoso effetto di ridurre il flusso dei corsi d’acqua in cui sgorgano, con l’inevitabile aumento delle concentrazioni delle acque nere (la Bassa è priva di fognature!) e della sicura eutrofizzazione delle acque lagunari e costiere.

Ebbene, incurante del fatto che nelle sue conclusioni, il Piano sia costretto ad ammettere “la difficoltà di reperire i dati necessari al lavoro, attualmente ancora mancanti” l’assessora all’Ambiente non ha perso tempo e si è recata con il fido Vittorino Boem, in quel di Cervignano per spiegare ai sindaci l’inspiegabile, cioè la necessità di far vedere che si fa qualcosa, perché altrimenti la Comunità ci castiga e la capa (Serracchiani ndr)la caccia via una volta per tutte». (f.a.)

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