Petizione di tre comunità contro il maxi allevamento Raccolte oltre 500 firme

Plasencis 11 Ottobre 2019. Zona dove dovrebbe essere ubicato il nuovo allevamento di polli. © Foto Petrussi
Plasencis 11 Ottobre 2019. Zona dove dovrebbe essere ubicato il nuovo allevamento di polli. © Foto Petrussi



«Uova da discarica»: questo sarebbe il prodotto della prevista realizzazione di un allevamento intensivo di 150 mila capi di galline ovaiole, vicino a una discarica di 1ª categoria, di cui al Piano attuativo di iniziativa privata denominato “Vicario”, adottato dal Consiglio Comunale di Fagagna nel settembre 2019, e per il quale è stata avviata la procedura di Valutazione ambientale strategica nel successivo mese di ottobre. Le comunità limitrofe al prospettato allevamento si sono costituite in un comitato “Tre Comuni per l’ambiente”.

Sabato scorso, per difendere la vivibilità dei luoghi delle famiglie residenti a Plasencis (Mereto Di Tomba), San Vito Di Fagagna, Chiarandis e Ciconicco (Fagagna), oltre 1.200 persone, il comitato ha presentato al Comune di Fagagna e agli Enti di riferimento le osservazioni emerse dalla recente assemblea che si sono concretizzate in una raccolta di firme (finora circa 500). Osservazioni che si riferiscono alle forti preoccupazioni di natura sanitaria che l’impianto industriale comporterebbe per la comunità e per i consumatori delle uova prodotte in quanto il terreno scelto per la costruzione del nuovo stabilimento è a ridosso di una discarica chiusa nel 2005, in cui sono stati sversati negli anni rifiuti di ogni genere e specie, che ancora inquinano il sottosuolo per la mancanza di adeguate protezioni di fondo e perimetrali.

Attualmente vige sulla stessa una garanzia finanziaria con scadenza 2023 a copertura delle obbligazioni assunte dal gestore (A&T 2000 Spa) per la corretta gestione della messa in sicurezza. Il futuro allevamento attingerà l’acqua necessaria ai propri bisogni industriali dalla falda di sottosuolo, la stessa che la vicina discarica continua a contaminare con il proprio percolato.

«Verranno così portati in superficie liquami e veleni che verranno dati da bere agli animali allevati e, come se questo non bastasse, – evidenzia il comitato – verranno nebulizzati all’interno dei capannoni per mitigare la calura estiva. Si prevede inoltre un utilizzo di circa 50.000 litri al giorno, pompati da una corpo idrico sotterraneo che l’Arpa Fvg ha definito “a rischio” nel proprio rapporto del 2018. Inoltre la stessa Arpa Fvg, in occasione della verifica di assoggettabilità a Vas, ha espresso marcate carenze del progetto in merito alla valutazione del contenimento delle emissioni odorigene, rilevando, dalle simulazioni effettuate, concentrazioni di odori e polveri disperse nell’aria ben superiori a quelle previste dalle simulazioni di progetto.

«La qualità della vitadei residenti verrà quindi compromessa dalle emissioni odorigene fetide, liquami maleodoranti, rumori per il traffico di mezzi pesanti da e per l’impianto, polveri sottili da pollina che con ogni probabilità verrà smaltita nei vicini impianti a biomassa. La salute delle famiglie sarà messa a repentaglio per la compresenza nello stesso limitato territorio di altri numerosi allevamenti intensivi di bovini, suini e avicoli. Inoltre ci sarà un crollo del valore degli immobili residenziali situati nel territorio limitrofo al nuovo impianto».

Dopo l’avvio della raccolta di firme, prevista a breve una manifestazione di protesta. —

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