Pattuglie italo-austriache in stazioni e strade

UDINE. Strade, autostrade e stazioni ferroviarie. I punti nevralgici dell'immigrazione clandestina dalla rotta Balcanica, da presidiare a pattuglie doppie, con volanti formate da un poliziotto italiano e uno austriaco. È arrivato ieri il via libera alle pattuglie miste Italia-Austria, con la firma a Thorl Maglern, giusto al di là della linea di confine, del protocollo transfrontaliero tra la Questura di Udine, la polizia di frontiera e la polizia della Carinzia.
Le pattuglie saranno attive dal 12 maggio, e proseguiranno per tre mesi. Salvo poi, «aggiustamenti» e un eventuale incremento del contingente, a seconda delle necessità e dei risultati, spiega il questore Claudio Cracovia.
L’11 maggio saranno illustrati agli agenti operativi i dettagli del protocollo e le normative dei rispettivi Paesi, con una giornata di formazione al centro di Thorl Maglern. Obiettivo, rinforzare i controlli sui passaggi dei migranti alla frontiera. Le pattuglie li riporteranno in Austria o in Italia, a seconda della loro provenienza, e a seconda del loro status dei richiedenti asilo.
Anche se, spesso, la provenienza è difficile da accertare. Le pattuglie internazionali serviranno anche per vigilare ed evitare spiacevoli incidenti diplomatici. E per mettere a tacere le polemiche sulla presunta leggerezza, più volte evocata dalle autorità italiane, nei controlli dell’Austria. I servizi saranno finalizzati al contrasto dell’immigrazione clandestina, saranno espletati sia sulla tratta ferroviaria Udine – Tarvisio – Villacco, sia sulla tratta autostradale Pontebba – Warmbad, sia sulla viabilità ordinaria entro 30 chilometri dalla fascia confinaria.
Un agente della Polizia italiana e da un agente della Polizia austriaca, in uniforme, opereranno insieme sulla stessa autovettura di servizio sia italiana che austriaca. Verranno impiegate contemporaneamente due un’auto. Sulla tratta ferroviaria, i poliziotti dei due Paesi opereranno appiedati, ma sempre in formazione mista, nel caso di controllo sui treni o nelle stazioni ferroviarie.
«Questo il format base che abbiamo studiato per il protocollo - afferma il questore -. Ci saranno pattuglie congiunte composte da due unità, una austriaca e una italiana, ma è chiaro che sulla base delle esigenze andremo a arricchire il servizio con altro compendio operativo». Resteranno top secret turni, orari e zone da pattugliare, per motivi di sicurezza.
«Sara un servizio a scacchiera, prediligeremo alcune fasce piuttosto che altre a seconda delle esigenze. È un dispositivo articolato - precisa Cracovia - . È importante l'avvio delle pattuglie, perché sono uno strumento di verifica immediata, che i aggiunge ai controlli istituzionali. È una prima sperimentazione, mentre contemporaneamente lavoriamo al protocollo d'intesa sulla riammissione dei richiedenti asilo».
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