Patente sospesa fino a 30 anni per chi guida sotto effetto di alcol
Tempi durissimi per chi incorre in un incidente nel quale perde la vita una persona. Dal 26 marzo è entrata in vigore sulla Gazzetta Ufficiale la nuova legge sull’omicidio stradale, norma che rappresenta un’articolazione approfondita dell’omicidio colposo finora presente solo nel comma 1 dell’articolo 589. Si rischia, nell’ipotesi base, come minimo, da 2 a 7 anni di reclusione. Ma per chi guida sotto effetto dell’alcol o di droghe le pene sono decisamente più aspre. Per i neo patentati e i conducenti di pullman e bus, pizzicati con valori dell’etilometro superiori a 0,8 gr/l, si prevede l’arresto in flagranza e una pena dagli 8 ai 12 anni di reclusione. Stessa detenzione anche per chi non è neo patentato e ha superato il limite dell’1,5gr/l. Per conseguire la patente dopo la revoca sarà inoltre necessario attendere 15 anni, 20 in caso di condanna precedente e 30 in caso di fuga. Tra le casistiche comprese nell’omicidio stradale anche quando la velocità è oltre il doppio di quella consentita in strada urbana, è oltre i 50 km/h dal limite in strada extraurbana, c’è l’attraversamento con semaforo rosso, l’inversione di marcia in prossimità di una curva, il sorpasso in corrispondenza di attraversamenti pedonali.
«La norma può rappresentare - analizza Paolo Cestra, dirigente della Polstrada di Udine – un deterrente. Ma per evitare gli incidenti stradali occorre anche un lavoro a monte, fatto di informazione ed educazione tra gli studenti delle scuole. Anche quest’anno daremo il via al progetto Icaro coinvolgendo le classi quarte e quinte delle scuole superiori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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