Panariti: è una frustata che ci incita, ogni energia andrà per aiutare i cittadini
UDINE. L’assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, interviene sul caso di Michele, il trentenne che si è tolto la vita perchè stanco di una vita da precario.
Ecco il suo pensiero: «Colpiscono e non possono essere lasciate senza risposta le ultime parole di Michele, pubblicate dal Messaggero Veneto. Non c’è consolazione per la famiglia, cui posso porgere un cordoglio sommesso e sincero, sentendomi istituzionalmente oltre che, da madre, intimamente colpita.
Questa morte è una frustata che mi incita a lavorare di più, consapevole che da noi, dalla Regione e dallo Stato, ci si attende risposte. È giusto così, anche quando le domande e i tempi sono assai difficili. Allora provo a fare il punto su quanto si fa e quanto dobbiamo ancora impegnarci a fare», dice l’assessore.
«Il periodo di profonda crisi economica e occupazionale ha depresso le aspettative di moltissimi giovani. Le istituzioni, tutte, hanno provato ad adottare delle contromisure, che vanno dall’iniziativa Garanzia Giovani fino alle politiche regionali per il lavoro e per la formazione, universitaria e non solo – aggiunge Panariti –.
I numeri, seppur timidamente, ovvero non con la forza che vorremmo tutti, mostrano un recupero dell’occupazione e si attendono i dati Istat per capire se a fine 2016 è stata recuperata la soglia, che sarà pure psicologica, dei 500 mila occupati (alla fine del terzo trimestre gli occupati avevano superato le 499 mila unità).
La differenza tra avviamenti e cessazioni a fine 2016 è positiva per circa mille e 700 ed è il secondo anno consecutivo dopo una lunga serie di anni negativi. Ci basta? Siamo soddisfatti? No.
Vogliamo insistere ulteriormente utilizzando gli strumenti che abbiamo già a disposizione tarandoli sempre meglio e rendendoli più efficaci – la formazione, i tirocini, gli incentivi – e cerchiamo nuove strade, nuovi strumenti. Tra tutti, ad esempio, la possibilità di stabilizzare i rapporti con voucher: una misura che proprio in questi giorni è in fase di studio per poter essere sottoposta al confronto con le parti sociali.
A breve partirà la misura di Attivagiovani, dedicata proprio a coloro che per diversi motivi fanno più fatica ad avvicinarsi al lavoro. E ci sono le attività svolte dai centri per l’impiego, dai centri di orientamento regionali, le misure volte proprio a favore delle aree di disagio, tanto viene messo in campo.
È bastato? No.
Non è bastato perché non siamo riusciti ad intercettare il disagio di Michele, non siamo riusciti a farlo sentire meno solo, a fargli vedere che c’è una speranza – aggiunge l’assessore –. Sebbene ogni giorno intercettiamo disagi e problemi e cerchiamo di dare soluzioni al meglio delle nostre capacità, questa volta non ce l’abbiamo fatta.
L’ammonimento di questa vita spezzata ci obbliga moralmente – noi tutti donne e uomini che pro tempore abbiamo ruoli di governo e amministrazione – nei confronti di tante altre esistenze, che non hanno smesso di sperare e di lottare.
Questo posso assicurare: neanche noi cesseremo di impiegare ogni energia per aiutare il maggior numero possibile di nostri concittadini a rialzare la testa, a ritrovare la dignità che viene dal lavoro», conclude Panariti.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








