Palmanova cambia volto: ecco una "nuova" punta

PALMANOVA. «Un malsano esempio di rigenerazione urbana»: è lapidario il giudizio di Serena Pellegrino, parlamentare di Sinistra Italiana, sull’intervento realizzato nel quartiere di Santa Giustina, a Palmanova.
É passato meno di un anno (era l’11 febbraio 2016) dalla consegna ufficiale all’impresa dei lavori di riqualificazione del quartiere, un’area di circa 3.000 mq, che si affaccia sulla cinta bastionata tra porta Aquileia e porta Udine.
In tale occasione la ditta aveva dichiarato che avrebbe cercato di restringere i tempi d’intervento a 500 giorni. Ed effettivamente le opere in cantiere stanno procedendo a passo spedito. L’intero corpo del complesso residenziale è ormai realizzato.
La sua visione dall’alto è di forte impatto e, anche se già la precedente area occupata da quel quartiere aveva la stessa forma triangolare, fa pensare ancor una volta a una nuova “punta” per la città fortezza.
«Un vero sfregio a Palmanova – commenta l’onorevole Serena Pellegrino che, il 4 marzo 2014, aveva presentato sull’argomento un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali e delle Infrastrutture –, uno sfregio che si leggeva già guardando il planivolumetrico del progetto e adesso è ancor più evidente. Quell’interrogazione, a tre anni di distanza, non ha ancora ricevuto risposta».
L’opera, sulla quale aveva espresso la propria contrarietà anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, è in avanzato stadio di realizzazione.
«Resta tutta l’amarezza – prosegue l’onorevole di Sinistra Italiana – di un’opera che si poteva evitare, in quella sede. Quando ne ho parlato con appassionati del nostro patrimonio come Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio, erano indignati. Evidentemente all’interesse della tutela del patrimonio storico di Palmanova, si è preferito dare risposte ad altri interessi».
L’iter per quell’operazione era partito nel 2008; il progetto era risultato vincente in un bando ministeriale e aveva ottenuto un finanziamento pari a 8.790.000 euro, di cui 5,9 milioni derivanti da trasferimenti statali, 1,8 da fondi regionali, 1,2 da fondi comunali.
L’obiettivo era quello di sostituire nove fatiscenti palazzine (su undici presenti) che già sorgevano in quell’area, con una nuova realizzazione, attualmente in corso con un notevole ribasso d’asta.
Nella sua interrogazione Serena Pellegrino aveva chiesto che senso avesse intervenire su quel quartiere che, dal punto di vista urbanistico, costituisce «una sorta di “ciste” edilizia, completamente avulsa dal contesto urbano, che ha corrotto, deturpandola, la linea delle cerchie fortificate di Palmanova», quando nel centro storico erano e tuttora sono presenti importanti insediamenti militari dismessi e abbandonati.
A chi le fa notare che il finanziamento era rivolto unicamente alla riqualificazione di un quartiere già esistente, la parlamentare sorride e aggiunge: «Una strada si poteva trovare; evidentemente è mancata la volontà da parte delle amministrazioni che si sono succedute nella gestione di quest’operazione di dare priorità al bene fortificato».
L’esponente di Si constata con amarezza che neppure i cittadini si sono opposti a questa edificazione. «Resta solo da denunciare – conclude - l’evidente incapacità di produrre bellezza».
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