Palmanova cade a pezzi, il caso finisce in Parlamento
PALMANOVA. La città stellata cade a pezzi e il caso finisce in Parlamento. Nei giorni scorsi, dopo il cedimento del tetto di porta Udine, la deputata Gianna Malisani (Pd), con un’interrogazione, ha chiesto al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, di finanziare non solo i primi restauri dei manufatti messi a dura prova dall’ondata di maltempo che si è abbattuta sul Friuli, ma anche un programma a medio e lungo termino necessario per risolvere definitivamente i problemi della fortezza.
Da domani Porta Udine sarà di nuovo chiusa al traffico per consentire lo smontaggio delle ruote collegate, in passato, al meccanismo del ponte levatoio. Allo smontaggio però non seguirà alcun restauro perché l’intervento che richiede un investimento di circa 40 mila euro non è ancora stato finanziato.
Ma questa è davvero poca cosa rispetto ai fondi che vanno impegnati per salvare la città cinquecentesca. Malisani conosce bene i problemi della fortezza ecco perché sta cercando di sensibilizzare il ministro affinché, d’intesa con la Soprintendenza alle Belle arti, la Regione e il Comune, tuteli la cinta bastionata, patrimonio culturale della città candidata al riconoscimento Unesco.
«Il crollo delle scorse settimane ha riportato alla ribalta il vecchio problema della tutela della città stellata» spiega l’onorevole nel far notare che Palmanova necessita di un intervento strutturale che va oltre le porte d’ingresso e la messa in sicurezza dei paramenti murari e dei terrapieni già oggetto di cedimenti. Non a caso Malisani ha chiesto al ministro Franceschini di prevedere un piano finanziario a lunga scadenza per salvare la città costruita nel 1593 dalla Repubblica veneta a difesa delle invasioni ottomane.
Ora, a distanza di secoli, quella stessa città si ritrova a doversi difendersi dalla scarsa attenzione dimostrata finora dal nostro Paese nei confronti del patrimonio culturale. «Alla luce dei recenti crolli - insiste Malisani - chiedo un programma specifico per Palmanova».
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