Palmanova alla prova Unesco, l’esame dell’ispettore dal cielo

PALMANOVA. Il giorno dell’ispezione è arrivato. Palmanova è stata posta letteralmente sotto la lente d’ingrandimento da parte di un componente dell’Icomos, l’organizzazione internazionale che si occupa di beni culturali, organo consultivo dell’Unesco.
Il docente universitario Nicolas Faucherre, esperto di fortificazioni, in questi giorni sta visitando i luoghi inseriti nella candidatura Unesco di cui anche Palmanova fa parte e che sono accomunati dal fatto di essere fortificazioni veneziane realizzate tra il XV e il XVII secolo.
L’ispettore ha il compito di effettuare sopralluoghi nei siti italiani, croati e montenegrini di questa candidatura internazionale allo scopo di verificare sul posto la corrispondenza tra quanto contenuto nel dossier scientifico presentato all’Unesco e la realtà riscontrata di persona.
Relazionerà poi al Comitato (formato dai rappresentanti di 21 Paesi) che dovrà esprimersi sulla candidatura. Il suo parere servirà anche per comprendere il valore della città stellata, il suo corretto inserimento in questa candidatura, le prospettive di mantenimento del bene culturale, i progetti che mettono in rete gli undici siti, il coinvolgimento in quest’operazione della popolazione locale.
Macchina fotografica al collo, armato di quadernetto e penna per appuntarsi osservazioni, curiosità o pensieri, l’ispettore non ha commentato quanto da lui osservato, né ha rilasciato dichiarazioni sull’esito della visita. Nel corso dell’intera giornata ha sottoposto però a un fuoco di fila di domande gli esperti e gli storici presenti, andando a cogliere i particolari costruttivi, le funzioni dei vari elementi difensivi, il contesto storico, ma anche sociale in cui la realizzazione della città stellata è avvenuta.
Presenti al sopralluogo, oltre al sindaco Francesco Martines, agli assessori Adriana Danielis e Luca Piani e al dirigente del Comune di Bergamo Giovanni Cappelluzzo, l’architetto Adele Cesi del Ministero dei Beni culturali, i due architetti che hanno curato il dossier Unesco per la parte relativa a Palmanova, Barbara Pessina e Alessandra Quendolo, la responsabile dell’ufficio cultura Gabriella Del Frate, Stefania Casucci per la Soprintendenza, Pierluigi Di Biasio e Adele Camassa per il Demanio, l’architetto Elisabetta Chiodi di Siti, l’istituto di Torino che segue la candidatura.
L’ispettore è arrivato lunedì, nel tardo pomeriggio, e ha potuto già dare un’occhiata a Piazza Grande e alla zona delle fortificazioni nei pressi di porta Udine, all’acquedotto settecentesco e a quello più antico, liberato dalla vegetazione infestante nella primavera dello scorso anno.
Martedì invece il sopralluogo è iniziato con il sorvolo della città dall’alto con l’elicottero. È poi proseguito con la visita a una lunetta napoleonica, alla galleria che la collega al fossato e alle mine del rivellino. La delegazione con l’ispettore si è dunque portata su porta Cividale per osservare da vicino l’ingresso monumentale alla fortezza e le mura di epoca veneta.
Dopo la pausa pranzo, il tour è proseguito ancora lungo le fortificazioni, con la visita al belvedere collocato su baluardo Garzoni, alla vicina riservetta delle polveri, alla loggia, alla lunetta napoleonica tenuta in ordine dagli Amici dei Bastioni. E poi ancora, all’interno della città fortezza, è stato fatto un passaggio alla caserma Piave per il quartiere di epoca veneta e alle ex caserme napoleoniche “Filzi” e “Gamerra”.
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