Paghe e benefit ai comunali: ora l’assessore apre a tutti

Callari vuole estendere anche ai dipendenti già al lavoro lo stipendio dei regionali. Ok da Cgil e Cisl. Olivo: «Così l’esponente di giunta sembra un sindacalista»
L'assessore Callari e il direttore Forte
L'assessore Callari e il direttore Forte

UDINE. «Più che i panni dell’assessore, Sebastiano Callari sembra vestire quelli del sindacalista». Commenta con una battuta Orietta Olivo, segretaria regionale di Fp Cgil, l’annuncio dell’assessore alla Funzione pubblica di voler equiparare gli stipendi dei dipendenti comunali a quelli dei colleghi regionali estendendo ai primi il fondo sociale che i secondi già hanno.

«È da tempo che lo chiediamo all’Anci – rilancia Olivo - ma la risposta è stata sempre la stessa». Niet. Ora i tempi sembrano infine maturi perché invece la richiesta venga accolta. A patto che valga per tutti. «Non per i soli nuovi assunti, ma per l’intera platea dei dipendenti comunali» precisa il segretario regionale di Fp Cisl, Massimo Bevilacqua, reduce da un incontro con l’assessore durante il quale Callari ha confermato la disponibilità.

«L’intenzione – ha detto l'assessore – è quella di assumere i nuovi dipendenti comunali con lo stesso stipendio dei regionali e a ruota di adeguare anche quello dei dipendenti già al lavoro». Stessi emolumenti dunque per tutti: vecchi e nuovi. L’intenzione dovrà ora essere certificata dal contratto del Comparto unico, scaduto a dicembre 2018 e prossimo all’avvio delle trattative.

Sarà quello il tavolo al quale si giocherà la partita della parificazione. «Lavoreremo per arrivarci» rilancia Olivo ricordando che a oggi la differenza, di circa il 40%, è concentrata sul salario aggiuntivo mentre tabellare e produttività sono già gli stessi. Ballano dai 300 ai mille e 500 euro in più all’anno a seconda della categoria e del livello contrattuale. Altra partita è quella del welfare aziendale. Ai dipendenti in forze alla Regione viene erogato attraverso il fondo sociale che prevede tutta una serie di contributi, dalle protesi dentarie agli occhiali, dai libri di testo ai prestiti personali al mutuo per la casa.

Callari intende far sì che quei benefit vengano estesi anche ai dipendenti degli enti locali e il sindacato esulta, dopo anni di richieste rispedite al mittente dall’Anci. Anzitutto per mancanza di risorse. Argomento che, al netto delle buone intenzioni dell’assessore, resta.

«Chi mette i soldi visto che i Comuni, a differenza della Regione, non ne hanno? Non pensino di trovarli all’interno delle future risorse del rinnovo contrattuale» mette in guardia Olivo. Per Bevilacqua la risposta sta nei diversi milioni di euro risparmiati dagli enti locali nei 10 anni di vacanza contrattuale. «Con quelli – dichiara il leader cislino di Fp – il welfare avrebbero già potuto farlo.

Noi siamo favorevolissimi perché sempre più si parla e si dovrà parlare in futuro di welfare aziendale per i lavoratori, di soldi non tassati che finiscono in tasca ai dipendenti. Ne parleremo al tavolo con la delegazione trattante, contando di avviare la trattativa per il rinnovo in tempi brevi». Stando al programma dell’assessore entro l’estate.

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