Orologio simile ma non copiato Osmes assolta
I loro orologi si assomigliavano così tanto, che uno dei due produttori ha creduto di riconoscere nel concorrente un truffatore e lo ha denunciato. Accusandolo di contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni e di fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale. Reati che, al termine dell’istruttoria dibattimentale neppure la Procura ha ritenuto di sostenere più e dei quali il giudice ha a sua volta escluso la sussistenza, pronunciando sentenza di assoluzione piena nei confronti dell’imputato. E cioè di Roberto Esani, 60 anni, titolare della “Osmes Gallery srl” di Udine.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Paolo Milocco, a fronte della richiesta di condanna avanzata invece dall’avvocato Giancarlo Mariniello, di Napoli, con cui la “Asperula Stellina di Silvio Staiano snc” si era costituita parte civile, pretendendo 150 mila euro di risarcimento danni. Esani era difeso dall’avvocato Emanuele Fisicaro, del foro di Lecce, che ha dimostrato non soltanto come la società udinese produsse e mise in commercio un orologio registrato e con caratteristiche proprie, ma anche come neppure sapesse dell’esistenza di un modello simile, a marchio Capri Watch, linea Multijoy, come successivamente lamentato dalla denunciante.
Al centro della contestazione, gli orologi Pryngeps Milano 1956, linea Miami Collection (di cui è appunto titolare la Osmes), prodotti a partire dal 2016. A scatenare la reazione della società campana erano stati i quadranti e gli strass colorati colocati al loro interno: troppo somiglianti a quelli prodotti dalla Asperula già dal 2011, per non fare sorgere il sospetto di una contraffazione. A tentare di spazzare via ogni dubbio, in fase d’indagini, era stato il perito della difesa, ricordando tra l’altro come «la protezione di un modello si estenda a un utilizzatore informato».
Quanto all’obiezione di non avere preventivamente verificato se un modello simile fosse già stato depositato, l’avvocato Fisicaro ha evidenziato in aula «l’impossibilità di individuare un modello piuttosto di un altro, venendone depositati 80 mila l’anno e non esistendo una banca dati». Per non dire della «diversa distribuzione degli swarovski nel quadrante, della differenza di spessore e del fatto che un colore non sia registrabile». —
L.D.F.
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