Orme di un orso sulla neve a Piancavallo

AVIANO. Riecco spuntare tracce di un orso a Piancavallo. Ieri sono state notate lungo una pista nei pressi del rifugio Arneri. A qualche anno dal primo rinvenimento dei segni del plantigrado, è stata la conferma che l’animale popola ancora la zona del Piancavallo e del Cansiglio.
Alcuni addetti di Promotur, impegnati nelle normali operazioni di predisposizione delle piste per la giornata, hanno notato che, lungo un tracciato nei pressi dell’Arneri, sulla neve, c’erano le tracce dell’orso passato di là qualche tempo prima. La notizia ovviamente ha fatto il giro in poco tempo della stazione turistica.
Ha confermato la presenza delle orme è stato Enzo Sima, direttore degli impianti, ricordando che «non è la prima volta. Tempo fa abbiamo trovato tracce anche su un lago ghiacciato dove aveva fatto quattro o cinque passi».
Il rinvenimento di ieri avvalora, quindi, la presenza di un orso in Piancavallo e più in generale nell’area del Cansiglio, come verificato da alcuni anni grazie ai segni lasciati non solo sulla neve.
Il primo ritrovamento di segni della presenza di un orso in montagna sopra ad Aviano risale a un paio di anni fa. Allora, oltre che a Piancavallo, furono notate orme in comune di Tambre, come confermò la guardia forestale veneta. L’orso a maggio si sbranò, in quell’occasione, tre pecore a Chies d’Alpago.
A due anni di distanza, ecco il nuovo ritrovamento, anche se il plantigrado nessuno in zona l’ha ancora visto. Per lui si tratta di un ritorno nei boschi del Friuli Venezia Giulia.
Proprio la presenza dell’orso nella zona di Piancavallo e del Cansiglio ha spinto infatti, lo scorso novembre, alcune associazioni ambientalisti a riunirsi a Tambre e a chiedere la costituzione di una piccola zona protetta dove poter salvaguardare non solo l’orso, ma anche i lupi e le linci.
Le altre volte le tracce dell’orso in Piancavallo erano state rinvenute sulla pista da sci Nazionale e, appunto, su un lago ghiacciato. Da quella volta nessuno ha visto l’animale, che però evidentemente continua a frequentare la stazione turistica. Ora la speranza è di poterlo vedere come accaduto in altre località montane della regione.
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