«Ora capisco i racconti dei preti del terremoto» FOTO

VENZONE. L’esperienza del terremoto raccontata al vescovo. È successo ieri sera in occasione della visita al museo del terremoto di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, che ha risposto speditamente all’invito arrivatogli dall’associazione dei sindaci della ricostruzione e si è trovato accolto nel cortile di palazzo Orgnani-Martina dal sindaco Amedeo Pascolo, da Fabio Di Bernardo, Bruno Gardel, Duilio Copetti, Franceschino Barazzutti dell’associazione, e Floriana Martino dell’Università di Udine per raccontare a lui, “il vescovo di San Trovaso di Preganziol”, la storia dei friulani nel difficile momento del sisma del ’76.
«Il terremoto friulano – ha confidato monsignor Mazzocato – devo ricostruirlo con l’immaginazione, facendo riferimento ai racconti dei sacerdoti che erano presenti in quei momenti, ma l’immaginazione arriva fino a un certo punto».
Sicuramente la spiegazione attenta, fatta stanza per stanza del museo di fronte a tutte le foto e le varie simulazioni elaborate dall’Università di Udine, fatta da Aldo Di Bernardo della Pro loco, lo hanno aiutato a entrare nella vicenda friulana: dalla simulazione del crollo del duomo al “fasin di bessoi” spiegato allora alla stampa da padre Turoldo, ai comitati, al ruolo di Glesie Furlane e il motto “prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese” di monsignor Battisti, fino alla ricostruzione delle scosse da maggio a settembre del ’76.
Un percorso che il vescovo Mazzocato ha seguito con attenzione: «Io ricordo solo la scossa di maggio – ha raccontato il rappresentante della Curia di Udine – quando allora ero cappellano a Castelfranco Veneto: dietro a me c’era una persona seduta su una sedia che improvvisamente ha cominciato a tremare. A settembre, invece, sentii sbattere i portelloni in canonica». La visita ha anche sancito il patrocinio della Curia rispetto alla prossima pubblicazione delle foto inedite realizzate nei primi mesi del sisma dal Gabinetto del Ministero che l’associazione dei sindaci pubblicherà nei prossimi mesi: dal canto suo, la Curia ha già stretto una convenzione con il museo che permetterà di accedere agli archivi relativi alla ricostruzione, oltre 400 cantieri, delle chiese.
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