Omicidio Tulissi, respinta la perizia integrativa

MANZANO. Nessuna perizia integrativa sul “buggy” di Giacomo Calligaris. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Laura Raddino nel corso dell’udienza di ieri al tribunale dei minori di Trieste al termine dell’incidente probatorio che doveva chiarire se il maggiore dei figli di Paolo, indagato per l’omicidio di Tatiana Tulissi, avesse detto la verità o avesse mentito ricostruendo i fatti della sera dell’11 novembre 2008, quando la compagna di suo padre fu freddata da 5 colpi di pistola nella villa di Manzano. Se provare con certezza matematica che il “buggy” non passò sul sangue e che Giacomo disse il vero, attraverso una perizia effettuata a 4 anni dall’omicidio non è semplice, è invece evidente che nessuna delle verifiche effettuate smentisce la sua versione dei fatti.
A questo si è approdati nel corso di un’animata udienza, ieri, in cui sono stati i tecnici a parlare. Fra tutti Francesco Camana, capo gabinetto interregionale di Polizia scientifica per il Triveneto, estensore della perizia, quindi i consulenti della famiglia Tulissi Luca Salvaderi e Sergio Marchese.
Nel corso dell’udienza, a cui erano presenti i genitori, la sorella e il fratello di Tatiana, assistiti dagli avvocati Laura Luzzatto Guerrini e Antonio Lacapra, sono stati illustrati i contenuti della perizia che doveva chiarire se esistessero o meno segni di trascinamento sulla pavimentazione del cortile provocati dal “buggy”, se questo avesse avuto la possibilità di arrivare a spinta o a motore senza raccogliere tracce ematiche sui pneumatici.
È emerso «che non è stato possibile rinvenire segni di trascinamento o altre alterazioni ascrivibili a un’azione meccanica esercitata da rotolamento di pneumatico». Per la perizia esistono diverse traiettorie di passaggio del “buggy” che non prevedono il contatto dei pneumatici con una delle 46 tracce ematiche. Infine, gli esiti del test pur non avendo escluso in assoluto in linea teorica che ci possa essere stato un contatto fra pneumatico e macchia, non sarebbero emerse molte probabilità in questo senso.
Una conclusione che, per la parte offesa, non ha portato a novità significative. Per questo, l’avvocato Luzzatto ha chiesto un ulteriore supplemento di perizia. Una verifica destinata a testare la traiettoria imboccata dal buggy lungo la discesa nel giardino della villa a motore spento. Nessuna opposizione da parte del pm Chiara De Grassi all’istanza, bocciata dalla difesa rappresentata dall’avvocato Massimo Cescutti. Ma il gip, ritenendo esaustive le perizie già esperite, ha deciso di respingerla. «Siamo soddisfatti dell’esito della perizia – ha commentato il difensore di Calligaris, Cescutti – in quanto avvalorano la deposizione del mio assistito. A questo punto, a breve il giudice dovrebbe ritrasmettere gli atti al pubblico ministero che, ci auguriamo, ribadisca la richiesta di archiviazione».
Per la parte offesa, occorre chiarire come la perizia non abbia fornito certezze, ma probabilità. «Spero che le indagini non si ferminoo – dice l’avvocato Luzzatto a nome della famiglia Tulissi – e che la Procura continui ad indagare in un procedimento che risulta a carico di ignoti. A distanza di quattro anni, infatti, non abbiamo un assassino. Quanto alle perizie, forse se si fossero fatte quattro anni fa avrebbero potuto essere più efficaci e magari dare risultati diversi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








