Omicidio Ruoso, per chiudere le indagini manca la perizia sulla spranga usata per uccidere l’imprenditore

La Procura di Pordenone ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sul bastone di ferro lungo 71 centimetri: la Scientifica dovrà verificare la presenza di impronte e tracce biologiche

Giulia Soligon
Il luogo dell'omicidio di Mario Ruoso, il suo appartamento sotto sigilli
Il luogo dell'omicidio di Mario Ruoso, il suo appartamento sotto sigilli

L’arma del delitto con cui è stato ucciso Mario Ruoso verrà sottoposta ad esami approfonditi da parte di personale della polizia scientifica.

La Procura di Pordenone ha disposto l’accertamento tecnico irripetibile sul tubo di ferro di 71 centimetri utilizzato per colpire l’imprenditore di 87 anni. Lunedì mattina, dopo il conferimento dell’incarico, nei laboratori della Questura di Padova gli esperti analizzeranno il reperto in ogni suo dettaglio alla presenza dell’avvocato Giorgio Mazzuccato, che assiste il reo confesso Loriano Bedin, e dell’avvocato Stefano De Rosa, in sostituzione del legale Pierpaolo Dell’Anno che tutela la figlia della vittima.

L’accertamento è volto alla rilevazione di impronte digitali latenti oltre a eventuale prelievo di tracce biologiche. I primi esiti dell’autopsia avevano individuato in otto il numero dei colpi sferrati con la spranga. Due avevano avevano stordito e fatto cadere la vittima, gli altri sei erano stati inferti quando era a terra, uccidendolo.

Otto colpi di spranga per uccidere Ruoso, l'autopsia conferma la ferocia: «Non è stato un raptus»
Mario Ruoso e Loriano Bedin, cerchiati, durante una festa di Telepordenone nel 2019.

Quella programmata per lunedì è un’attività che va a completamento di quanto già raccolto nelle scorse settimane, che ha visto gli uomini e le donne della scientifica passare al setaccio luoghi e reperti del delitto al fine di raccogliere e acquisire tracce di sangue latenti.

Sopralluoghi sono stati effettuati sull’auto, la Mercedes classe A utilizzata da Bedin la mattina dell’omicidio per raggiungere la residenza del patron di Telepordenone al settimo piano del condominio Brentella, anche questo sottoposto ad accurata ispezione, e negli uffici dell’indagato in via Dogana a Pordenone, dove l’ex braccio destro della vittima si era recato sia nei momenti immediatamente successivi al delitto che subito prima, quando aveva recuperato la spranga di solito usata come attrezzo per i camion vela pubblicitari per il suo lavoro. Sulla porta dell’appartamento di Mario Ruoso sono ancora visibili tracce dei riferimenti metrici forensi sistemati dagli specialisti per fotografare gli elementi ritrovati.

Omicidio Ruoso, il procuratore di Pordenone: "Aggressione improvvisa, usata una spranga di ferro di 71 centimetri"

Le risposte che arriveranno dal lavoro degli agenti della scientifica serviranno ad allineare le evidenze che emergeranno con la ricostruzione fatta da Bedin nella confessione del delitto.

In carcere dal 5 marzo, nei giorni scorsi l’indagato ha potuto incontrare l’ex moglie e il collega di lavoro come autorizzato dal gip di Pordenone. Già nelle prossime ore potranno varcare la soglia della struttura detentiva anche il medico legale Giovanni Del Ben e la psichiatra Mariangela Spano, consulenti tecnici per i quali la difesa aveva richiesto l’autorizzazione al gip. Come ha fatto sapere Mazzuccato, i due consulenti verificheranno la dinamica rappresentata dal fermato in sede di interrogatorio e l’eventuale sussistenza di cause di esclusione o di diminuzione dell’imputabilità e della colpevolezza nei momenti prima, durante e dopo il delitto.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto