Omicidio di Pertegada, autopsia sui coniugi Codotto: ancora dubbi sulla morte dell’uomo
Luigia Rossi uccisa nel sonno con un’accetta, resta da chiarire come e quando sia deceduto il marito Luigi: infarto, sostanze o assideramento tra le ipotesi

Saranno eseguite giovedì, 29 gennaio, le autopsie sui corpi di Luigi Codotto, 80 anni, e della moglie Luigia Rossi, 77 anni, trovati morti il 22 gennaio nella loro casa a Pertegada di Latisana, in via Casette.
Se la donna è certamente stata uccisa nel sonno in maniera violenta, con più colpi di accetta al capo, non è ancora chiaro come e quando sia morto l’uomo. Saranno proprio gli accertamenti medico– legali e tossicologici a chiarirlo. A occuparsene sarà il dottor Carlo Moreschi che nei giorni scorsi ha ricevuto l’incarico dalla Procura (il titolare dell’indagine è il pm Andrea Gondolo) di effettuare l’esame autoptico. Solo dopo l’ultimazione degli accertamenti i familiari delle due vittime (la coppia ha tre figli) potranno ricevere il nulla osta per l’organizzazione delle esequie.
Ai primi investigatori giunti nella villetta il quadro era apparso abbastanza definito, tanto da aver etichettato il fatto come un omicidio-suicidio. Il corpo della donna era in camera, con più ferite evidenti al capo, inferte con un’accetta ritrovata poco distante. Luigi, invece, giaceva nella stanza vicina, in salotto, con accanto un coltello da cucina e un messaggio di addio lasciato sul tavolo (“l’ho fatto per amore, non aprite l’acqua, addio figli”). Era senza vestiti.In realtà quella lama trovata vicino a Luigi non è stata utilizzata per ferirsi. Sul suo corpo, infatti, non sono state rinvenute lesioni compatibili con una morte auto-inferta.
Codotto quindi è morto per altre ragioni: per un infarto o per assunzione di sostanze nocive, ingerite in una quantità tale da averlo stordito. E il freddo può avere fatto il resto. Il corpo dell’ottantenne è stato trovato in un’abitazione in cui, per via della porta sul retro spalancata, la temperatura era bassissima, di pochi gradi. C’è dunque anche l’ipotesi di un parziale assideramento come concausa del decesso. Solo l’autopsia darà risposte in tal senso. Le condizioni in cui sono stati ritrovati i cadaveri rende difficile anche quantificare il tempo trascorso tra la morte di lei e quella di lui. Nella villetta di via Casette non è stato trovato alcun segno di lite o di colluttazione.
Un fatto di sangue che ha sconvolto la piccola comunità di Pertegada. Luigia e Luigi erano conosciuti in zona, anche se negli ultimi anni avevano scelto di trascorrere una vita piuttosto ritirata. Lei casalinga, ha cresciuto i tre figli. Lui bagnino d’estate, muratore d’inverno. Ultimamente la coppia viveva qualche difficoltà. Chi li ha conosciuti ha fatto riferimento a problemi legati alla solitudine, ma anche all’abuso di sostanze alcoliche. Negli anni Settanta e Ottanta Luigi aveva una sua postazione di “mosconi” in spiaggia, all’ufficio 2 di Pineta, alla bandiera tedesca. Un’attività che lo vedeva impegnato nelle giornate estive e che ha portato avanti finché in quel tratto di arenile l’erosione progressiva della spiaggia l’ha consentito. Spesso anche la moglie Luigia andava in spiaggia per aiutarlo. Un’unione, la loro, spezzata bruscamente giovedì scorso.
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