Omicidio di Nadia, l’autopsia non conferma la versione di Mazzega. Domani a Vidulis l'addio

La Procura della Repubblica di Udineha firmato il nulla osta per i funerali di Nadia Orlando, che saranno celebrati domani, mercoledì 9 agosto, alle 18 nell'area della sagra a Vidulis. Dalle 18 alle 20, sempre di domani, il sindaco di Dignano ha proclamato il lutto cittadino, con bandiere a mezz'asta e l'invito agli esercizi pubblici a tenere le serrande abbassate. Questa sera, martedì, alle 19.30, nella Pieve del cimitero, sarà recitato un rosario per la vittima.
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UDINE. L’autopsia eseguita sul corpo di Nadia Orlando, la 21enne di Vidulis di Dignano uccisa la sera di lunedì 31 luglio, racconta una storia diversa da quella riferita da Francesco Mazzega, il fidanzato reo confesso di 35 anni, originario di Muzzana e residente a Spilimbergo, che, la mattina successiva il delitto, dopo avere vagato in auto per quasi undici ore con il cadavere ancora adagiato sul lato passeggeri, si è costituito.
Non di morte per strozzamento si sarebbe trattato, come ricostruito nell’immediatezza dell’interrogatorio, bensì per asfissia. Il che, considerata la presenza di segni sul collo della ragazza, non esclude comunque che una pressione con le mani vi sia stata.
Eseguito dal medico legale Carlo Moreschi all’ospedale di Jalmicco di Palmanova, l’esame è cominciato alle 13 ed è durato quattro ore.
Alle operazioni erano presenti anche il difensore dell’indagato, avvocato Annaleda Galluzzo, e il legale della famiglia della vittima, Fabio Gasparini, con i rispettivi consulenti, i medici legali Luca Giacometti, dell’Azienda per l’assistenza sanitaria n.2 Bassa Friulana, e Roberto Campanella, dell’Ass n.5 Pordenonese.
Al conferimento dell’incarico avvenuto in Questura - le indagini sono condotte dalla Squadra mobile, sotto la guida del vicequestore aggiunto Massimiliano Ortolan -, al posto del pm Letizia Puppa era presente il sostituto procuratore Giorgio Milillo, cui la collega ha consegnato il fascicolo che, al momento, contesta a Mazzega l’omicidio volontario, aggravato da futili motivi connessi alla gelosia.
A farsi largo al termine dell’autopsia è stata quindi l’ipotesi che a determinare il decesso di Nadia sia stata un’asfissia. In che modo - se coprendole la bocca e il naso con le mani o con qualcosa di simile a un cuscino - e con quale drammatica sequenza temporale sarà la relazione che il consulente si è impegnato a depositare entro un mese a precisarlo. In serata, tuttavia, nessuna conferma è arrivata nè dalla Procura – il capo dei pm, Antonio De Nicolo, attende oggi per comunicare ufficialmente il primo responso dell’esame –, nè dai legali.
«A una prima analisi, il racconto di Mazzega non avrebbe trovato pieno riscontro – ha affermato l’avvocato Gasparini –. Sembrerebbe emergere una dinamica diversa e, a mio modo di vedere, più grave rispetto a quanto dichiarato. Fermo restando il riserbo, la sua condotta, potrebbe considerarsi ancora più ingiustificata per avere mentito».
Nel ricordare come gli esami clinici non siano ancora terminati, l’avvocato Galluzzo si è limitata a osservare come l’autopsia abbia rivelato «elementi contraddittori e alcuni aspetti dubbi», oltre che «segni inequivocabili, visibili all’esterno» sul collo della vittima. A riprova, insomma, della veridicità della versione proposta dal suo assistito.
Al proprio consulente tecnico, la Procura aveva chiesto di stabilire «epoca e causa» della morte di Nadia, eventuali «fattori esogeni di ordine chimico-tossicologico», la «localizzazione» e le «caratteristiche» delle lesioni, oltre che «la natura e le modalità con cui sono state provocate», e la presenza o meno sul corpo di «elementi organici riferibili a persone diverse» dalla vittima.
«Uno dei passaggi fondamentali del quesito – ha spiegato De Nicolo – riguarda l’eventuale permanenza in vita della ragazza dopo lo strozzamento. Il nostro grande dubbio è questo. Confidiamo molto nell’esperienza maturata dal dottor Moreschi anche in casi come questo».
Intanto, per Mazzega quella di lunedì 7 agosto è stata la settima notte nella stanza del reparto di psichiatria dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia”, dove si trova in osservazione e piantonato da agenti della Polizia penitenziaria, a seguito dello «stato di prostrazione e di deflessione del tono umorale» che, fin dal giorno della consegna alla Polstrada di Palmanova, l’aveva indotto a manifestare propositi autolesionistici.
«L’ho incontrato domenica – ha detto il difensore – e non era in buone condizioni. Non vuole ancora vedere nessuno, genitori compresi».
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