Omicidio Alessandro Venier, madre e compagna rinviate a giudizio: processo in Corte d’Assise dal 20 luglio

A quasi un anno dal delitto che sconvolse Gemona, Lorena Venier e Mailyn Castro sono comparse in tribunale a Udine. Malore per Mailyn durante l’udienza

Alessandro Cesare

Rinvio a giudizio doveva essere e rinvio a giudizio è stato. Lorena Venier, 62 anni, e Mailyn Castro Monsalvo, 31 anni, accusate dell’omicidio di Alessandro Venier, compariranno davanti alla Corte d’assise il 20 luglio. A presiedere il processo sarà il presidente del tribunale Enzo Truncellito.

Le due donne lunedì mattina sono arrivate in tribunale per l’udienza con il gup Camilla Del Torre: non si vedevano dallo scorso 2 agosto, dalla convalida dell’arresto. Si sono guardate ma non hanno potuto comunicare tra loro. Nonostante Lorena l’abbia espressamente richiesto.

L’udienza

Il gup ha dato il via all’udienza alle 10.20. Dopo una camera di consiglio di quasi due ore, alle 14.10 ha comunicato il rinvio a giudizio alle imputate (Mailyn aveva già lasciato l’aula, non sentendosi bene), riservandosi la decisione sulle altre richieste avanzate dagli avvocati delle due donne, Alice e Paolo Bevilacqua per Lorena, Federica Tosel e Francesco De Carlo per Mailyn.

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In particolare, il gup si è preso qualche giorno per scegliere se attenuare la misura cautelare in carcere della sessantaduenne con gli arresti domiciliari. «Su questa istanza il giudice non si è ancora pronunciato», ha chiarito Alice Bevilacqua.

«Lorena in aula ha reso dichiarazioni spontanee, manifestando il desiderio di poter trascorrere il periodo che la separa dalla pena definitiva a casa sua per sistemare l’abitazione, in modo da poterla lasciare nel migliore dei modi alla nipotina».

I legali di Mailyn, invece, hanno sollevato delle eccezioni in merito ad alcuni elementi di prova inseriti nel fascicolo dal pm Giorgio Milillo. Una su tutte la registrazione fatta dai carabinieri giunti sul posto la mattina del ritrovamento del cadavere di Alessandro Venier, con una confessione di Mailyn, che secondo Tosel e De Carlo è inutilizzabile.

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«Il gup ha ritenuto di non dover decidere su alcune eccezioni sollevate», ha spiegato Tosel, «da parte nostra abbiamo questionato su atti di indagine, obiezioni che riproporremo in Corte d’assise perché il gup ha ritenuto di non avere l’obbligo di decidere nel merito».

La perizia

Sempre la difesa di Castro Monsalvo ha chiesto una perizia psichiatrica sulla colombiana: «Istanza motivata dalle nuove acquisizioni fatte negli ultimi giorni, visto che quella eseguita dal dottor Francesco Piani non può considerarsi una perizia ma un atto di parte. Quindi crediamo che la capacità di intendere e di volere debba essere decisa e valutata in contraddittorio. Istanza che ripresenteremo in assise». Se ne riparlerà, quindi, dal 20 luglio.

 

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