Omicidio Alessandro Venier, madre e compagna davanti al gup: arriva la decisione sul processo
A quasi un anno dal delitto che sconvolse Gemona, Lorena Venier e Mailyn Castro sono comparse in tribunale a Udine. Il giudice potrebbe decidere il rinvio a giudizio per le due donne accusate dell'omicidio dell’uomo di 35 anni

L'inchiesta sull'omicidio di Alessandro Venier arriva a una svolta cruciale. Nella mattinata di lunedì 15 giugno, al tribunale di Udine, si è svolta l'udienza preliminare davanti al giudice per l'udienza preliminare Camilla Del Torre. In aula erano presenti Lorena Venier, madre della vittima, e Mailyn Castro Monsalvo, compagna dell'uomo ucciso a 35 anni e madre della loro figlia.
Al termine dell'udienza potrebbe arrivare la decisione sul rinvio a giudizio delle due donne, accusate dalla Procura di aver preso parte all'omicidio avvenuto nella villetta di famiglia a Gemona.
Il delitto che sconvolse Gemona
La vicenda esplose nell'estate del 2025 e suscitò grande impressione in tutto il Friuli Venezia Giulia. Alessandro Venier, 35 anni, venne trovato morto all'interno della sua abitazione di Gemona del Friuli.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo sarebbe stato ucciso all'interno della casa e il suo corpo successivamente smembrato e nascosto in un contenitore riempito di calce viva.
Le accuse della Procura
La Procura di Udine contesta a Lorena Venier e Mailyn Castro Monsalvo l'omicidio volontario pluriaggravato in concorso, oltre ai reati collegati di vilipendio e occultamento di cadavere. Per la posizione della compagna figurano inoltre ulteriori contestazioni formulate nel corso dell'indagine.
Gli inquirenti sostengono che il delitto sarebbe stato pianificato e realizzato da entrambe le donne. Nel corso dell'inchiesta sono state raccolte dichiarazioni, consulenze tecniche e altri elementi che hanno portato la Procura a chiedere il processo.

La confessione della madre e le indagini
Uno degli elementi centrali dell'inchiesta è rappresentato dalle ammissioni rese da Lorena Venier dopo il ritrovamento del corpo. La donna aveva confermato il proprio coinvolgimento nei fatti, fornendo agli investigatori una ricostruzione delle fasi che avrebbero preceduto la morte del figlio.
Le indagini hanno poi cercato di chiarire il ruolo svolto da Mailyn Castro Monsalvo, che nel corso della vicenda processuale ha mantenuto una linea difensiva differente rispetto a quella della suocera.
L'attesa per la decisione del gup
L'udienza preliminare rappresenta ora il passaggio decisivo prima dell'eventuale apertura del processo. Il giudice Camilla Del Torre dovrà valutare gli elementi raccolti dalla Procura e le argomentazioni delle difese per stabilire se esistano i presupposti per mandare a giudizio le due imputate.
Una decisione particolarmente attesa, destinata a segnare una nuova fase giudiziaria in uno dei casi di cronaca nera che più hanno colpito il Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni.
L’ultima udienza nell’agosto 2025
L’ultima volta che Lorena è Mailyn sono comparse in tribunale era il 2 agosto 2025, pochi giorni dopo la scoperta del cadavere di Alessandro, avvenuta il 31 luglio.
Le due donne, assistite dagli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, Federica Tosel e Francesco De Carlo, sono accusate di aver sedato, soffocato e fatto a pezzi il 35enne nella loro casa di Gemona del Friuli la sera del 25 luglio. Lorena è detenuta nel carcere di Trieste, Mailyn in quello di Venezia
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