Oltre 640 vite salvate, Riccardi: è l’eccellenza

UDINE. Più di seicento vite salvate; 642 per essere precisi. E dal 2000 si procede con un ritmo di 25 trapianti all’anno. È questo il prezioso bilancio in termini umani del programma trapianto di cuore avviato a Udine nel 1985. Si tratta di interventi che hanno coinvolto 530 pazienti maschi e 112 femmine, di età compresa fra i 13 e i 74 anni, cui è stata data una nuova esistenza grazie alla generosità dei donatori e alle crescenti competenze della Cardiochirurgia friulana, sempre più capace di lavorare in tandem con le altre specialità.
Per rendersene conto basta citare i dieci interventi combinati rene–cuore e quello che ha coinvolto cuore, rene e pancreas. Per il vicepresidente regionale e assessore alla Salute Riccardo Riccardi è un motivo di orgoglio: «Il sistema sanitario regionale – è il commento del vicegovernatore – riesce a esprimere realtà di eccellenza come la Cardiochirurgia di Udine, da anni ai vertici nazionali per attività clinica e ricerca.
Il programma trapianto di cuore, in particolare, è una delle cartine di tornasole del buon andamento di un sistema complesso come quello sanitario, poiché richiede forte integrazione di competenze, tempestività decisionale e perfetto funzionamento di tutti i percorsi diagnostico-terapeutici. I successi di un programma-trapianto di organi – conclude – sono la migliore testimonianza di un contesto sanitario adatto ed efficiente».
L’attività di trapianto cardiaco a Udine continua ad essere frenetica, alla ricerca di sempre nuove soluzioni da offrire a chi è in pericolo di vita e non ha altre possibilità terapeutiche, se non il trapianto.
«Rimanere al passo con i tempi – è il commento di Ugolino Livi, direttore del dipartimento cardiotoracico dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine – vuol dire aggiornamento continuo e ricerca scientifica all’avanguardia, saper cogliere le sfide più difficili ma che sanno essere appaganti, nella consapevolezza che ogni sforzo nella direzione giusta non è sprecato quando si tratta della vita umana».
E i risultati confermano il ruolo pionieristico della Cardiochirurgia di Udine che ha promosso – prima in Italia e tra le prime in Europa – la preservazione “ex-vivo” dell’organo da trapiantare. Proprio in questo ambito che la ricerca in corso potrebbe rivelare potenzialità inimmaginabili di rigenerazione miocardica al fine del recupero di organi inizialmente ritenuti non idonei, espandendo così la possibilità di trapianto.
E non ultimo per importanza, si sta lavorando per garantire la vita con dispositivi meccanici di sostegno al circolo tecnologicamente sempre più affidabili, che unici in Italia, i medici sono ormai in grado di controllare da remoto con un consulto attraverso connessione telematica.
«È con questo spirito di servizio – è la conclusione del professor Livi – che nella ricorrenza della Giornata nazionale della donazione di organi la grande famiglia di professionisti medici e non, con specializzazioni varie appartenenti a ruoli diversi, coinvolti nel programma trapianto di cuore, ha voluto esprimere la sua profonda gratitudine a chi, con un gesto di estrema generosità, ha permesso che da una vita spezzata ne potesse risorgere una nuova».
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