Ok del Comune di Udine: il centro islamico di via Marano ora è luogo di culto

UDINE. È aperto dall’aprile 2014, punto di ritrovo (e di preghiera) per centinaia di persone di religione musulmana. Solo ora, però, diverrà a tutti gli effetti un luogo di culto islamico, il primo in città riconosciuto ufficialmente.
L’associazione “Misericordia e Solidarietà” di via Marano 31 ha ottenuto l’ok dal Comune di Udine per la riqualificazione della sua sede (si tratta dell’ex concessionaria Opel) e per il cambio di destinazione d’uso dell’edificio, che da commerciale diventerà centro culturale e di culto. Il via libera è arrivato alla fine del 2019 e il sodalizio avrà tempo fino al termine del 2020 per dare avvio ai lavori.
Un progetto già esiste, e prevede la realizzazione di una sala preghiera, di una foresteria, di locali di servizio, di una sala polifunzionale e di una cucina. La richiesta è arrivata una prima volta in Comune nel marzo 2018, poi ripresentata nell’ottobre dello stesso anno e integrata a ottobre 2019, prima del via libera definitivo il 23 dicembre scorso.
Come rileva l’assessore all’Edilizia privata Alessandro Ciani (Lega), non si tratta di una decisione politica ma puramente tecnica, con gli uffici che dopo aver preso in esame la documentazione presentata, hanno ritenuto di dare il via libera alla «ristrutturazione di edifici da adibirsi a centro culturale, commerciale al dettaglio e residenziale». Questa la descrizione presente sul documento firmato dal dirigente Eddi dalla Bella qualche mese fa.
«Non sono previste grandi modifiche alla struttura – anticipa Mohammed Hassani, portavoce della comunità islamica di via Marano –, ma di una riqualificazione che riteniamo doverosa per l’importanza del luogo, vero centro di aggregazione e di cultura per tutti i suoi frequentatori e per la città intera. La nostra sede non è utilizzata solo dai fedeli ma anche dai bambini e da semplici cittadini che hanno il piacere di partecipare alle iniziative proposte. Il nostro intento – ribadisce – è rendere più dignitoso il nostro punto di ritrovo».
L’edificio è frequentato in media ogni giorno da 500 persone (200 in questo periodo di restrizioni a causa del coronavirus), con punte di mille nei giorni di preghiera. «Non servono tessere per entrare – assicura Hassani –, il centro è aperto al pubblico, musulmano e non». La sala per la preghiera occupa il 20 per cento circa dello spazio a disposizione: nel resto della struttura trovano posto una biblioteca, un ufficio di accoglienza e aree per le attività dei bambini.
«Con la riqualificazione ricaveremo anche dei posti letto per i nostri ospiti, che saranno occupati solo temporaneamente. Non diventerà un luogo di dimora fisso – assicura Mohammed Hassani –. Da zona commerciale diventerà luogo di culto e di preghiera, dove promuoveremo anche attività di tipo culturale». I lavori non sono ancora iniziati e non c’è ancora una data per l’avvio del cantiere. «Procederemo per step – aggiunge il portavoce dell’associazione –, anche perché le nostre fonti di finanziamento sono solamente le donazioni liberali dei nostri frequentatori. Vogliamo diventi un luogo di ritrovo aperto a tutti i cittadini di Udine», chiude Hassani.
In città, oltre a quella di via Marano, sono attive altre due comunità islamiche, in via della Rosta e in via San Rocco.
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