Non si trova il certificato di “esistenza in vita”: la pensione è a rischio

la storia
«Mai consegnato il mio certificato di esistenza in vita che ho spedito per posta: ho rischiato di perdere la pensione francese».
A.G. è l’ultrasettantenne di Sacile con un passato di emigrato per lavoro in Francia, che se l’è vista brutta e ha chiesto aiuto a Luigi Zoccolan dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra. «Ho la pensione integrativa che arriva dalla Francia – ha raccontato l’anziano a Zoccolan –. Tutti gli anni devo spedire il certificato di esistenza in vita: nel 2019 non è mai arrivato a destinazione».
Il sacilese ha una rendita pensionistica integrativa dall’estero: se non certifica di essere vivo e vegeto tutti gli anni, allora si chiude il rubinetto della previdenza francese. «Un caso che proporrò al tavolo di Poste a Sacile con il sindacato Uil – ha anticipato Zoccolan –. Il pensionato ha rischiato di non ricevere la pensione integrativa e, con il panico, si è dovuto catapultare negli uffici dedicati per ottenere una nuova certificazione da spedire con secondo invio, in Francia. Il primo invio postale non è mai arrivato a destinazione e nessuno gli ha dato, finora, delle risposte».
L’anziano sacilese era emigrato in Francia in gioventù per cercare lavoro, come tanti altri che in città lasciavano le famiglie per essere assunti come muratori, camerieri, cuochi, addetti alle vendite e altro. «Si tratta quasi sempre di integrazioni pensionistiche di poche centinaia di euro – ha valutato Zoccolan –. Sono importanti perché testimoniano i sacrifici della nostra gente e ci ricordano che siamo stati emigranti. Il problema è quello delle consegne postali: in caso di documenti importanti, i disguidi e mancati recapiti mettono a rischio il godimento dei diritti».
Diritto al recapito della pensione anche nel senso di marcia opposto: dall’Italia all’estero. Tanti sacilesi svernano in altre latitudini, perché hanno trovato il paradiso in Portogallo, oppure Santo Domingo e anche in Bulgaria. «Per le pensioni da recapitare dall’Italia all’estero la verifica sul certificato dell’esistenza in vita 2019 è stata avviata dall’Inps – ha verificato Zoccolan –. La fase di accertamento controlla anche l’indirizzo e la residenza del pensionato che percepisce assegni all’estero. Per assicurare la regolarità dei pagamenti anche alcune banche verificano, ogni anno, l’esistenza in vita». Se un pensionato non riceve il modulo o lo smarrisce, sono seri guai.–
C.B.
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