Non si occupa dell’anziana e si fa i fatti suoi fuori casa: denunciata una badante

UDINE. Lasciava a letto l’anziana di cui si doveva occupare e usciva per farsi i fatti suoi. A finire nei guai è stata una badante romena di 41 anni, denunciata dai carabinieri per maltrattamenti.
La donna doveva assistere una novantenne udinese, non completamente autosufficiente, nella cura quotidiana. In pratica – in base alle direttive del nipote dell’anziana, unico familiare che le è rimasto –, la cittadina romena doveva lavarla ogni giorno, somministrarle le medicine, prepararle il pranzo e farglielo consumare. Un impiego che la teneva occupata (almeno sulla carta) tutte le mattine dalle 8 alle 13. Poi, nel pomeriggio, a sbrigare le altre incombenze ci pensava il nipote una volta rientrato dal lavoro.
Proprio quest’ultimo si era accorto, un mese fa, che la parente non rispondeva più alle medicine (almeno così sembrava): appariva meno lucida del solito, nonostante le pastiglie che assumeva ogni giorno proprio per essere sempre cosciente e mentalmente vivace. Ma alle insistenti richieste di spiegazioni, la badante non rispondeva. Quel regresso sanitario era rimasto senza un perché fino a qualche giorno fa.
Lunedì 29 ottobre il nipote, che non era al lavoro, aveva infatti deciso di andare a trovare l’anziana parente. Ha suonato più volte il campanello dell’abitazione, ma nessuno è andato ad aprirgli la porta. Così ha chiamato i carabinieri scoprendo che, in realtà, la badante, dopo l’iniziale periodo di “buona condotta”, aveva smesso di occuparsi della novantenne – che lasciava a letto, sola, senza essere lavata e senza le medicine – e se ne andava via di casa per fare altre cose.
Del fatto se ne sono occupati i carabinieri della stazione di Udine Est, che hanno rintracciato la 41enne romena e l’hanno denunciata per l’ipotesi di reato di maltrattamento contro familiari o conviventi. Ma gli accertamenti non sono finiti: non è escluso che la donna sia chiamata a rispondere anche dell’ipotesi di reato di truffa.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








