No alla centralina, nuova protesta

Petizione degli ambientalisti contro il progetto sul torrente Alberone

SAVOGNA. Non ha perso tempo il comitato “Amici del torrente Alberone”. Come aveva anticipato nei giorni scorsi, subito dopo aver constatato la ripartenza dell’iter burocratico (che si considerava ormai archiviato) di un progetto finalizzato a costruire sul corso d’acqua una centralina idroelettrica, l’organismo ha lanciato una nuova petizione contro il disegno. «E l’obiettivo, stavolta – dichiarano i militanti, sostenuti anche da Legambiente –, è arrivare a mille firme, dopo le 390 raccolte nella precedente tornata».

Il comitato ribadisce la totale contrarietà a qualsiasi piano di captazione idrica dall’Alberone e sottolinea la necessità del «mantenimento del torrente allo stato naturale. Meno del 2 per cento dei fiumi e torrenti italiani – motiva il gruppo – si trova in condizioni di elevata naturalità e l’Alberone rientra nel ristrettissimo novero, come dimostrato dalla presenza di gamberi».

Se ricavare elettricità «da fonti energetiche rinnovabili – recita il testo della petizione – è procedimento condivisibile, non lo è l’incentivazione esagerata alla realizzazione degli impianti, che sta producendo un incremento esponenziale delle domande di derivazione. Ciò provocherà un deterioramento sensibile dello stato di qualità ambientale dei nostri corsi d’acqua. Prese nella loro totalità le oltre 2 mila derivazioni in attesa di autorizzazione nel Paese copriranno, una volta realizzate, meno dell’1 per cento dei consumi elettrici complessivi. Le centraline come quella proposta sull’Alberone non contribuiranno dunque, se non in minima misura, a perseguire lo scopo per cui sono incentivate, cioè la riduzione delle emissioni di gas climalteranti».

E sul caso interviene anche il capogruppo della minoranza consiliare di Savogna, Roberto Trinco: «Non siamo contrari a priori a interventi di questo genere. Servono però precise e ferme garanzie, da parte della realtà proponente, di un immediato ripristino delle condizioni originarie dei luoghi nel momento in cui l’operazione non dovesse produrre i risultati attesi. Non solo: parte degli utili della centralina andrebbe destinata al Comune di Savogna».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto