Nel Pordenonese bocciati gli assessori della giunta Ciriani

La Lega conquista Prata, ma perde Azzano Decimo Pd forte solo con le civiche. Cimolais alla lista “fantasma”

PORDENONE. Uno smottamento politico, dalla montagna alla pianura pordenonese dove dominava il centro-destra, che ha proporzioni inaspettate: se alla vigilia del voto era soprattutto Casarsa il Comune in bilico tra la maggioranza uscente e l’asse tra una lista civica e il centro-sinistra, Pdl e Lega escono dalle urne con le ossa rotte, divisi al loro interno e smarriti di fronte a un consenso che si è sciolto come neve al sole.

Il pallottoliere della politica segnava quattro amministrazioni al centro-destra (Maniago, Azzano Decimo, Prata e Casarsa) e una al centro-sinistra (Aviano). Le proporzioni sono ora invertite con risultati inaspettati. Se è ben vero che la vittoria della Lega ha conservato a destra Prata, ciò si realizza attraverso la bocciatura dell’assessore provinciale e coordinatore del Pdl, Antonio Consorti. La sfida è finita 45 a 31 per il leghista Dorino Favot e ha un riflesso diretto sulla popolarità della giunta di Alessandro Ciriani. Nel fuggi-fuggi dalle cariche in largo San Giorgio, per trovare un più duraturo ruolo nei Comuni, esce bastonato, oltre a Consorti, anche l’assessore leghista al Turismo, Michele Boria.

Aveva agguantato la candidatura ad Azzano sfidando in casa l’ex sindaco anti-burqa, Enzo Bortolotti, ormai in caduta libera, ed era riuscito a tenere insieme tutte le sigle della coalizione berlusconiana, ricorrendo all’escamotage di finte liste civiche. La concorrenza in casa dell’ex vicesindaco, Vittorino Bettoli, che non ha obbedito agli ordini del Pdl, è stata fatale: tra i due litiganti, ha avuto la meglio il giovane ingegnere, Marco Putto, portacolori di un centro-sinistra che issa la sua bandiera sul Comune che più di altri ha rappresentato l’ortodossia padana. Inchiodato alla poltrona in Provincia pure l’Udc Nicola Callegari, che sperava nel ruolo vicario dell’uscente sindaco di Maniago Alessio Belgrado.

Il crollo del pidiellino, per il quale si erano spesi i big del partito, da Gottardo a Ciriani, insolitamente uniti a sostegno di una candidatura comune, ha travolto i sogni maniaghesi del centrista.

Gottardo e Ciriani ne hanno da riflettere: la guerra in casa a Casarsa tra l’ex coordinatore provinciale Angioletto Tubaro e il consigliere Antonio Marinelli ha spappolato il partito, un quadro pressoché identico in quel di Aviano dove il sindaco Stefano Del Cont Bernard è stato confermato con estrema facilità grazie alle liti nel centro-destra. Saltata l’alleanza con la Lega, con consensi dimezzati, il Pdl è in mezzo al guado e rischia di perdere anche il sostegno dell’Udc, che vince dove sposa il centro-sinistra (ad Aviano) e perde in quelle realtà dove è stato troppo accondiscente rispetto alle liti dei berlusconiani.

Al centro-sinistra e al Pd, in particolare, la lezione del voto è molto chiara: dove presenta candidati giovani e credibili (Putto ad Azzano e Andrea Carli a Maniago) riesce a vincere, così come inanella il successo a Casarsa dove ha perseguito con caparbietà l’alleanza con il locale movimento civico di Fernando Agrusti, sacrificando identità e voti, accettando una candidata, Lavinia Clarotto, che ha interpretato la voglia di cambiamento. Se vince, però, il Pd non convince - questa l’altra faccia della medaglia - spesso abdicando la leadership ai movimenti civici.

Il terremoto (politico) del 6 e 7 maggio è in realtà uno tsunami: accelera le voglie di rifondazione o disgregazione del Pdl, inchioda la Lega a consensi in flessione, incrina la fiducia sulla popolarità di Tondo in vista del 2013. Suggerisce la necessità per la giunta regionale di fare i conti con la riorganizzazione dei municipi: a Cimolais, dove votano in 507, l’ex sindaco Gino Bertolo, aveva creato una seconda lista, con candidato Fabio Borsatti, per evitare il rischio quorum. Ha vinto la sua creatura, solo che metà candidati abitano all’estero e ora l’incredulo neo sindaco s’appella a Bertolo che lo aiuti. Ha senso ancora pensare a organi di rappresentanza di questo tipo in una montagna che si sta spopolando?

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