"Negozi aperti domenica": ma le boutique declinano l’invito

PORDENONE. I negozi domenica terranno aperto. Molti, ma non tutti perché più di qualcuno ha deciso di declinare l’invito di Ascom Confcommercio. Non per rovinare la festa, spiegano, ma perché la festa ha un altro spirito e in molti casi è distante da alcuni esercizi commerciali.
A tenere le serrande abbassate saranno La Bottega e Birba’s, negozi che si affacciano su piazzetta Cavour (anche se in questi giorni si notano poco proprio per la presenza degli stand davanti) ma che hanno una tipologia di clienti molto distanti dalla festa in corso. «Le nostre clienti ci hanno detto che andranno via proprio perché sanno della manifestazione in centro per cui diventa poco sensato tenere aperto» spiegano da Birba’s.
A tenere chiuso sarà anche Marini gioielli «in coerenza con quanto facciamo quasi sempre. Capita spesso di tenere aperto anche con manifestazioni che non hanno valenza commerciale per i negozi – spiega Marini –, per una questione di immagine della città. Ma in questo caso non ha molto senso per noi». Propenso alla chiusura anche Toffoli sport, mentre Manzoni deve ancora decidere.
Ha deciso di tenere aperto invece Cappelletto. Stessa scelta seppur «per dare un servizio» più che per mera opportunità commerciale l’ha fatta Falcomer – «probabilmente apriremo verso le 10.30 la mattina – anche perché avendo diversi in negozi in centro storico la scelta di tenere chiuso sarebbe balzata all’occhio.
Le aperture domenicali sono ormai una routine per molti punti vendita del centro storico, soprattutto da parte dei negozi in franchising che sempre più seguono la politica delle aperture non stop.
Fuori dall’area del centro storico, ma comunque in centro (ovvero il perimetro interno al ring) le posizioni sono diverse. C’è chi ritiene comunque di dover garantire un servizio alla città – e quindi anche in viale Martelli piuttosto che in via Cossetti si troveranno botteghe aperte e pronte ad accogliere i clienti – e chi invece ha scelto diversamente. Difficile mappare perché, come ormai accade da quando sono state introdotte le liberalizzazioni – gli esercizi commerciali possono decidere liberamente e anche all’ultimo, senza dover fare comunicazioni preventive. Polemico Gianni Sartor, che ha un negozio in via Rovereto. «Avrei tenuto il negozio aperto, ma visto che sono tagliato fuori, domenica me ne vado al mare».
A far discutere la scelta del sito del mercato. Franco Giannelli (consigliere di Forza Italia e residente del centro), nella bacheca di Giuseppe Ragogna, ha scritto: «La solita disorganizzazione del giorno prima. Piazza XX Settembre, che è stata occupata al motto di chi prima arriva meglio alloggia potrà ricevere si e no 17/20 persone: è praticamente occupata dalle tende per il 90 per cento».
Ha aggiunto Alessandro Ciriani: «Si vuole ottenere l'effetto "folla" in modo da poter sparare numeri iperbolici sulle presenze. Invece, proprio perché la gente vuole stare in pace e perché non siamo Milano, sarebbe stato intelligente e piacevole distribuire gli stand. Meno calca, più calma, introiti identici». E qualche residente della piazza ha perfino filmato le operazioni di allestimento e la movimentazione dei camion (con rumori annessi) per far vedere che il disagio di chi vive in centro storico si è protratto fino alle tre e mezza di mattina.
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