Nascose droga sul greto del fiume: patteggia

MANIAGO. Accusato di diversi episodi di cessione e detenzione di sostanze stupefacenti, Xhevit Mersini, 29 anni, albanese già residente nel Maniaghese e ora irreperibile, assistito dall’avvocato Gian Lucio Morassutti, ha patteggiato col pubblico ministero Federico Facchin, davanti al giudice monocratico Monica Biasutti, due anni, nove mesi e 15 giorni di reclusione e 12 mila 400 euro di multa.
L’8 gennaio 2010 la guardia di finanza aveva scoperto che il giovane aveva occultato 88 grammi di cocaina cellophanata in un barattolo di vetro nascosto in un terreno in prossimità del torrente Cellina. Per raggiungere il sito di notte, aveva allineato una serie di rametti sul terreno.
I finanzieri avevano dovuto utilizzare dei visori notturni per gli appostamenti. Quando però era tornato e non aveva trovato il vaso di vetro, si era insospettito e di lui si sono perse le tracce. Forse è rientrato in Albania.
A Maniago e in alcuni comuni limitrofi era accusato, tra gennaio 2009 e i primi mesi del 2011, di avere ceduto stupefacenti (80 euro al grammo) a diversi soggetti. Altre cessioni, per 74 grammi, erano avvenute, secondo il capo di imputazione, tra Fanna, Roveredo e Montereale. Ancora, un altro episodio di spaccio gli era contestato, il 20 dicembre 2009, in un locale pubblico. L’approvvigionamento di cocaina, 250 grammi, sarebbe avvenuto a Perugia, fornitore un cittadino extracomunitario.
Mersini era imputato con un 35enne, che aveva patteggiato in precedenza.
L’avvocato Morassutti, a seguito della sentenza di patteggiamento, ha chiesto, col parere favorevole del pubblico ministero, la revoca della misura cautelare sulla quale il giudice monocratico del tribunale di Pordenone si è riservato.
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