Musica, lacrime e bandiere gialle e blu: è tornata la Fieste de Patrie dal Friûl
La 49° edizione per la prima volta è stata itinerante, condivisa dai Comuni di Artegna e Montenars

Le bandiere gialle e blu che sventolano dai balconi degli edifici istituzionali e delle case dicono una cosa sola: è tornata la Fieste de Patrie dal Friûl, che per l’edizione numero 49 (con cui si sono celebrati i 949 anni dello Stato Patriarcale) si è trasferita tra Artegna e Montenars.
La celebrazione, organizzata dai due Comuni con il sostegno della Regione e dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, è stata per la prima volta itinerante tra i due borghi: la giornata ha preso il via ad Artegna, con l’alzabandiera, accompagnato dalla Filarmonica Luigi Mattiussi, diretta da Herbert Fasiolo. Il corteo si è poi spostato nella chiesa di Santa Maria Nascente per la Messa in friulano, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco e accompagnata dal “Gruppo Corale Spengenberg” di Spilimbergo, e, dopo la sfilata in costume e l’esibizione del Gruppo folkloristico Balarins de Riviere, ha avuto luogo la cerimonia principale, nel teatro Monsignor Lavaroni.
Un momento di festa all’insegna della tradizione: dopo la lettura della Bolla imperiale, accompagnata dal Gruppo storico “Il Barbacane” e i tamburi della “Cucurbite sonorae”, si è svolto lo scambio della bandiera tra Carlo Spagnol, sindaco di Sacile (che ha ospitato la manifestazione nel 2025), e i rappresentanti dei due Comuni ospitanti: il sindaco di Artegna, Alessandro Marangoni e la vice sindaca di Montenars, Annalisa Zanitti. Numerosi e accorati i discorsi pronunciati per l’occasione da Geremia Gomboso, Walter Bandelj, Alfredo Sandrini, Dorino Favot, Monica Feragotto, Angelo Montanari (rettore dell’università di Udine), Eros Cisilino, la deputata Isabella De Monte, l’europarlamentare Anna Maria Cisint, Manuele Ferrari e Barbara Zilli, assessore regionale alle finanze. «Questa giornata è anche un’occasione di sincera gratitudine – ha detto – per pre Checo Placereani e tutte le persone che hanno contribuito alla rinascita del Friuli».
Tante le autorità presenti, dai consiglieri regionali Elia Miani, Markus Maurmair, Massimo Morettuzzo e Serena Pellegrino agli assessori Maurizio Negro e Federico Pirone, passando per Franco Iacop, Lorenzo Zanon, Donatella Mosenghini. Protagonisti della cerimonia in teatro anche tre video: la versione folk medievale dell’inno del Friuli dei “Corte di Lunas”, l’ironia di YoupalTubo e la clip con le 130 “Acuile in Comun”.
Dopo la conclusione dedicata alle varianti del friulano, tutti a Montenars, “casa” di pre Checo Placereani, per un pranzo conviviale e, infine, nuovo trasferimento ad Artegna per una passeggiata storico-archeologica a cura della cooperativa Riscoperte.
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