Muore a 45 anni mentre prova la moto

Gianluca Rinaldi vittima dell’incidente accaduto venerdì sotto casa, in via Monteverdi a Tavagnacco. Le “due ruote” erano la sua passione

TAVAGNACCO. È morto a 45 anni, mentre stava provando la moto sotto casa. Così è stato strappato alla vita Gianluca Rinaldi, papà, marito, fratello e figlio. Era appassionato di motori e lavorava per il Gruppo Eurocar Friuli Venezia Giulia, nella sede udinese di viale Tricesimo.

Il drammatico incidente si è verificato venerdì a Tavagnacco, in via Monteverdi, dove abitava con la famiglia. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Feletto Umberto, la motocicletta da cross ha fatto uno scatto improvviso e lui è finito contro il muro e poi a terra.

È stata una vicina ad accorgersi dell’accaduto e a dare l’allarme chiamando il 112. Soccorso degli infermieri e da un medico del 118, è stato accompagnato all’ospedale di Udine e lì, viste le gravissime condizioni, è poi stato ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dove purtroppo è deceduto ieri.

È Massimiliano a tratteggiare la figura dell’adorato fratello maggiore con immagini, ricordi, pensieri: «La passione per i motori e le moto da fuori strada – racconta –, la gioia nel vederle tornare splendenti come se fossero sulla copertina di un giornale dell’epoca. Un ragazzo che, come molti, desiderava ardentemente salirci in sella a quelle moto ed emulare i propri miti.

E, finalmente, da grande ha potuto coronare il suo sogno. Autodidatta, ha saputo far rifiorire vere e proprie “vecchie glorie” del motociclismo di un tempo. Poi, in sella alle stesse, ha partecipato al campionato di moto d’epoca del Triveneto piazzandosi al secondo posto, dormendo la sera prima della gara in tenda, confrontandosi con i suoi amici che ammiravano la qualità dei suoi restauri. Era un ragazzo schivo – prosegue Massimiliano – con il cuore d’oro, chi lo conosce lo ha apprezzato così. Adesso è il momento di stringersi attorno alla moglie Marta e ai loro due figli, un maschio e una femmina, suoi principali fan».

«Quando ho conosciuto Gianluca viveva a Udine, dalle parti di via Cividale, dove c’è la parrocchia del Sacro Cuore» racconta Elena, amica e, all’epoca delle superiori, anche compagna di classe. «Eravamo all’istituto Marinoni – aggiunge –, ma poi né io né lui abbiamo lavorato come geometri. Mi ricordo che per alcuni anni Gianluca ha prestato servizio nell’Esercito come ufficiale e ha preso parte anche a missioni all’estero.

Da ragazzo faceva parte di gruppi di Scout. Non riesco a credere che non c’è più. Aveva saputo trasmettere anche a me la passione per le moto e mi aveva insegnato a guidarle. Era una persona generosa, pronta a farsi in quattro se qualcuno aveva bisogno». «Una bravissima persona – dice Laura, una collega di Eurocar –, serio e preciso sul lavoro. Sono sconvolta, ancora non riesco a credere a ciò che gli è capitato».

«Non conoscevo questa famiglia – dichiara il sindaco di Tavagnacco, Moreno Lirutti –, ma a nome mio e di tutta la comunità voglio esprimere a tutti loro la nostra vicinanza, il nostro dolore per questo tragico incidente avvenuto così, sulla porta di casa. Cercheremo di incontrare la moglie per capire come esserle di sostegno in questo momento terribile».

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