Muore a 20 anni uccisa dal male: era un'appassionata di musica e mitologia

Udine: nei due ultimi anni la ragazza è entrata e uscita dagli ospedali (prima a Udine, poi al Burlo di Trieste), ma sempre con la speranza di farcela. La mamma: "È stata una leonessa"

UDINE. «Iris ci ha insegnato a far fronte alle difficoltà, è stata una leonessa e ci ha permesso di conoscere persone meravigliose che l’hanno seguita»: così la mamma Renata sintetizza la breve ma intensa vita della figlia, mancata a soli 20 anni dopo due di malattia.

La famiglia di Iris è stata vicina alla ragazza in un un percorso di vita tutto in salita: nei due ultimi anni Iris è entrata e uscita dagli ospedali (prima a Udine, poi al Burlo di Trieste), ma sempre con la speranza di farcela.

Renata e il marito Mauro Iacuzzi, infermieri all’ospedale di Udine (lei è in pensione), risiedono a Blessano insieme  alla figlia maggiore Gaia, ma precedentemente viveano a Plaino e a Udine.

Nella scuola di Blessano Iris era impegnata con l’alternanza scuola-lavoro. Frequentava lo Stringher di Udine, quando la malattia l’ha costretta a prendere altre strade. Ma – come racconta la mamma -, lei non ha smesso di coltivare i tanti interessi: la lettura, la passione per la mitologia, la scrittura, la musica, ma anche il nuoto con la Fai.

I genitori sono grati a quanti l’hanno curata e accompagnata, non solo in ambito sanitario, ma anche per la solidarietà espressa: l’Agmen, l’associazione Luca, i Friulclaun, e tutti gli amici. I funerali della ventenne sono stati celebrati, martedì 26 maggio, nel duomo di Variano. 

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