Addio a Lorenzo Buffon: leggendario portiere friulano, vinse cinque scudetti
È morto a Latisana dove viveva, a 95 anni. Colonna del Milan di Liedholm, difese anche i pali della Nazionale

Si è spento martedì 25 novembre, nella sua Latisana, in Friuli, Lorenzo Buffon, detto “Tenaglia” per la capacità di bloccare in pallone in presa. Il 19 dicembre avrebbe compiuto 96 anni.
Lontano parente di Gigi (era cugino di secondo grado dell’attuale capo delegazione azzurro), aveva legato la sua carriera alle squadre milanesi che domenica scorsa si sono affrontate nel derby.
Undici anni al Grande Milan (quello del trio Gren-Nordahl-Liedholm) con quattro scudetti vinti, e tre all’Inter con un tricolore sotto la guida di Helenio Herrera con l’intermezzo di un campionato al Genoa. Le ultime due stagioni le ha giocate nella Fiorentina e nell’Ivrea. La sua prima società era stata la Portogruarese (Promozione) dove sarebbe andato a pescarlo il Milan.

Fisico imponente, era più alto di tutti i suoi colleghi, Buffon diede vita negli anni Cinquanta alla rivalità con Ghezzi, estremo difensore dell’Inter. Un dualismo simile a quello di Zoff e Albertosi, Zenga e Tacconi.

Alla fine degli anni Cinquanta si innamora di Edy Campagnoli, la valletta di Mike Buongiorno a “Lascia o Raddoppia”. Una storia come tante, ma loro sono belli, bravi e anche famosi e quindi diventano personaggi da copertina per tutti i giornali. È il 1958 quando si sposano (si lasceranno nel 1968), l’anno in cui Lorenzo fa il suo esordio in nazionale A: in quattro anni metterà assieme 15 presenze. Dal matrimonio con Edy nasce la figlia Patricia, colei che ieri ha annunciato la scomparsa ieri mattina per un improvviso malore del suo papà spiegando che i funerali si terranno in forma privata.

Buffon ha concentrato la sua carriera di calciatore a Milano, ma appena ha smesso è tornato nel suo amato Friuli. Era nato a Majano, ma poi si era trasferito a Latisana dove suo padre Alessandro e la moglie Rosa si erano trasferiti per motivi di lavoro. Si sposa una seconda volta con Loredana che lo ha accompagnato fino all’ultimo secondo di vita.
Il pallone lo ha continuato a seguire fino all’ultimo dalla sua casa di Latisana, da dove spunta ancora una bandiera del Milan, che è stata meta di giornalisti che volevano conoscere la sua storia e il suo parere sul calcio di oggi.
Sempre disponibile, schietto, simpatico, Buffon non si è mai negato. Anche per questo oggi a piangerlo non è solo il Milan ma tutto il calcio italiano. Addio tenaglia.
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