Morto l’ingegner Crocetti fu assessore con Brancati

Bruno Crocetti, segretario comunale del Partito democratico dal 2014, già consigliere comunale di opposizione nella giunta Valenti dal 1994 e, poi, assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica nell’esecutivo di centro-sinistra guidato da Vittorio Brancati (che nel 2002 interruppe otto anni di governo del Pdl), si è spento nella sua abitazione di corso Italia. Aveva 68 anni ed era malato da tempo. È stato anche presidente dell’Ordine degli ingegneri, docente all’Itc Fermi, direttore dei lavori di importanti opere di riqualificazione del centro cittadino. Lascia la moglie, Veliana Rivolt.
Facemmo un piccolo scoop, noi del Messaggero Veneto, quando nel 1994 anticipammo la candidatura a sindaco di Bruno Crocetti, espressione delle forze di centro sinistra che all’epoca si chiamavano Progressisti, Cittadini per l’Isontino e Unione slovena. Un nome a sorpresa, presidente dell’Ordine degli ingegneri, nell’anno della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi e della nascita di Forza Italia sulle macerie della Prima repubblica, in un Paese in piena crisi istituzionale e politica contrassegnata dallo scioglimento dei vecchi partiti. I nuovi raggruppamenti andavano dappertutto alla ricerca di volti nuovi, estranei alle vetuste logiche di partito. Alle amministrative di maggio, il centro-destra (Forza Italia, Lega, An) candidò a Gorizia un altro neofita, Gaetano Valenti, che partiva nettamente favorito e che vinse, con un 58 a 42 (per cento) al ballottaggio, nonostante Crocetti fosse riuscito a incrementare di duemila voti al secondo turno i suoi consensi.
Debuttò così sulla scena politica un uomo mite, di grande equilibrio, preparatissimo professionalmente, prestato alla politica, ma che alla politica da allora in poi si dedicò trasferendovi passione e competenze. Rispettoso delle idee degli altri, Crocetti meritò sempre rispetto, non cercando mai lo scontro, ma il dialogo. Era incapace di mettersi in contrapposizione violenta con i suoi avversari. Ci viene in mente un dettaglio del confronto pubblico con Valenti, nel 1994, quando il moderatore gli chiese quanto avesse denunciato al fisco, rispose con un sorriso: «Non ricordo bene, dovrei chiedere a Valenti, è il mio commercialista».
Si prese la sua rivincita nel 2002, l’anno in cui Brancati, sostenuto dalla Margherita (cui Crocetti aveva aderito), dalla Sinistra democratica e da Rifondazione, la spuntò al ballottaggio su Guido Pettarin per soli 28 voti. In un quinquennio di luci e ombre, nella sua veste di assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, svolse un lavoro puntuale, preciso, mettendo in cantiere opere poi portate avanti dalle consiliature guidate da Ettore Romoli. Si riaffacciò alla ribalta due anni fa, sembrava l’uomo giusto, con la sua esperienza, per pilotare il Pd verso le prossime elezioni. Ma dopo poco venne aggredito da una malattia contro la quale ha lottato fino all’ultimo, con estrema dignità. E oggi lo ricordano con stima e affetto tutti coloro che, in tanti anni, per il bene della città ha cercato di unire. Mai di dividere.
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