Morto dopo l’incidente in moto «Angelo era un uomo buono»

Porcia: parlano i fratelli di Angelo Mio Bertolo, 48 anni. «Si era fatto un regalo anticipato per il compleanno» È caduto con lo scooter in Thailandia. Ieri la processione degli amici a Palse. Salma in Italia tra 7 giorni
Di Miroslava Pasquali

PORCIA. Una processione interminabile di persone è arrivata ieri in via Panegai a Palse per portare conforto ai familiari di Angelo Mio Bertolo, morto lunedì in un incidente stradale mentre si trovava a Phuket, in Thailandia, per trascorrere qualche giorno di vacanza.

Quella che avrebbe dovuto essere la gita spensierata di una comitiva di amici si è trasformata in una tragedia: l’uomo, che avrebbe compiuto 49 anni a fine febbraio, ha perso il controllo della moto (presa a noleggio) su cui viaggiava ed è rovinato a terra. Davanti a lui, in sella a un altro mezzo a due ruote, viaggiava l’amico Giuliano. Il terzo della comitiva, Alex, era rimasto in albergo e li avrebbe raggiunti più tardi per una cena a base di pesce.

È stato lo stesso Giuliano a raccontare ai fratelli, che ha sentito al telefono ieri mattina, cosa sia accaduto in quei terribili istanti: «A un certo punto si è voltato e non ha più visto Angelo», racconta Samanta Mio Bertolo, sorella della vittima. «È tornato subito indietro e l’ha trovato a terra. Accanto a lui c’era qualcuno che prestava i primi soccorsi». Ogni tentativo di rianimare l’uomo si è rivelato vano: troppo gravi le ferite riportate a seguito dell’impatto con il guardrail, nonostante indossasse il casco. Sulla dinamica dell'incidente non sembrano esserci dubbi: la fuoriuscita di strada non ha visto il coinvolgimento di altre persone o mezzi.

La notizia della morte del purliliese, quarto di cinque fratelli – oltre a Samanta ci sono Giampaolo, Ugo e Oriana –, ha raggiunto i parenti stretti alle 11.45 di lunedì (le 18.45 in Thailandia). Ad avvertirli dell’accaduto è stato il console italiano a Phuket, con il quale la famiglia è in contatto per gestire le operazioni di rimpatrio della salma, che potrà fare rientro a Porcia tra circa una settimana. Sarà una lunga attesa per i familiari, che hanno sentito Angelo Mio Bertolo al telefono per l’ultima volta alcuni giorni fa.

«Angelo era una persona sorridente, positiva e sempre disponibile ad aiutare il prossimo», raccontano i fratelli. Solare e di compagnia, Mio Bertolo era appassionato di arte: le sue apprezzate creazioni – dagli oggetti d’arredo alle originali sculture – prendevano forma nel laboratorio che aveva ricavato in un angolo della casa, e dove amava passare il suo tempo libero.

Era stato dipendente in una falegnameria collegata alla Palazzetti, poi aveva collaborato con un’azienda di Pasiano. Stava finendo di percepire l’indennità di mobilità, e nel frattempo si dava da fare eseguendo lavoretti di varia natura. Si era concesso un paio di settimane di pausa per staccare dalla routine quotidiana (sarebbe dovuto rientrare lunedì).

Un viaggio, così a lungo desiderato, che per la prima volta lo portava oltre i confini europei. I due amici che erano con lui «sono completamente increduli e sotto choc», raccontano i fratelli Mio Bertolo. Un sentimento che accomuna, in queste ore di dolore, le comunità di Porcia e Palse. Gli amici più intimi si sono riuniti ieri sera nella casa di via Panegai per una veglia funebre, in attesa che la salma ritorni in Italia.

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