Morti il colonnello Urbica e la moglie: entrambi erano positivi al coronavirus

TARVISIO. C’è anche un tarvisiano fra le vittime del coronavirus. Si tratta di Ezio Urbica, 79 anni, colonnello degli alpini in quiescenza e maestro di sci, morto martedì mattina all’ospedale di Aosta dov’era in cura in Terapia intensiva dopo che era stato contagiato. Solo 24 ore prima era morte la sua amata moglie Liliana Magri, ragioniera di 77 anni, che pure è stata stroncata Covid 19.
Una tragedia immane per i figli Andrea, avvocato che viveva con loro e Davide, farmacista nel mantovano. Una tragedia che è rimbalzata investendo i parenti di Urbica che vivono a Tarvisio e i tanti amici ed estimatori dello scomparso.
I compagni di scuola di gioventù in particolare, che l’avevano visto maturare e nell’ambiente degli alpini, specie del Gemona, essendo stato Ezio Urbica con i gradi di maggiore, sul finire degli anni Ottanta, responsabile della logistica del battaglione quand’era di stanza nel capoluogo della Valcanale. È, comunque, una grave perdita per tutta la comunità che ben conosce, la storia della famiglia Urbica, arrivata da Trieste attorno gli anni Trenta.
Quando Giovanni Urbica aprì un negozio di mercerie e, in seguito, avviò anche il centrale e noto Bar Tabaccheria, che condusse con la moglie e i figli, gli scomparsi Cesare, che fu anche collaboratore della Rai e Roberto che continuò più a lungo l’attività con la moglie Luciana Sant e le figlie Tiziana e Laura, mentre, appunto il terzogenito Ezio, appassionato dello sci e della montagna, intraprese la carriera militare.
«È stato straziante ricevere la notizia della morte di Ezio – racconta la cognata Luciana – già eravamo stati colpiti tutti duramente dalla perdita di Liliana e ci stavamo preoccupando di come stare vicino a lui per aiutarlo a superare il grande dispiacere, quando Andrea ci ha comunicato che anche il papà non ce l’ha fatta. Cosa pensare, se non che Liliana l’ha voluto con sé? Dopo una vita assieme, in armonia mi piacerebbe che fosse così».
Ezio Urbica che avrebbe compiuto 80 anni il 25 maggio, completati gli studi per la maturità scientifica, trascorse il periodo della leva militare alla scuola Ufficiali di complemento di Aosta, una volta ottenuti i gradi di tenente degli alpini, decise di raffermarsi distinguendosi subito per la spiccata intraprendenza, al Battaglione Aosta. In quegli anni faceva parte anche del Gruppo Avio Trasportato Susa, il reparto della Brigata Taurinense istruito per gli interventi della Nato.
E fu proprio nel 1966 che in Norvegia, nel corso di una manovra Nato, con il suo plotone fece prigioniero l’intero comando avversario: gli alpini scesero da una parete rocciosa ritenuta impossibile da superare e sorpresero il “nemico”. Raggiunta la pensione Ezio Urbica, ha continuato a fare il maestro di sci a Torgnon (Aosta), operando fino a fine stagione.
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