Morta Patrizia Ronchiadin, aiutava gli anziani e le persone fragili: «Una donna generosa»
Il suo lavoro di assistente si completava con un servizio di volontariato fornito nel quartiere di San Domenico, nella sua Udine

«Patrizia Ronchiadin non è stata soltanto una madre, un’amica, una volontaria. È stata una presenza. Di quelle che non fanno rumore, ma che tengono insieme le persone».
Così, chi l’ha conosciuta, descrive la donna venuta a mancare sabato 21 febbraio a soli 58 anni.
Gentile, sempre pronta ad ascoltare e ad aiutare, aveva un’attenzione speciale per i più fragili: i bambini, gli anziani, chi attraversava un momento di difficoltà. A ricordarla è il figlio Luca Gasparotto: «Mamma non si tirava mai indietro. Davanti a un bisogno, la sua risposta era quasi sempre la stessa: “sì”. Il suo impegno nel volontariato è stato una parte fondamentale della sua vita».
Ronchiadin viveva nel quartiere del Villaggio del Sole, a Udine. Di lavoro faceva l’assistente agli anziani ma la sua giornata si completava con un servizio di volontariato fornito nel quartiere di San Domenico. «Al fianco di don Franco – aggiunge il figlio – ha sostenuto famiglie in difficoltà del territorio udinese, contribuendo alla distribuzione di generi alimentari come frutta e verdura. Ma il suo aiuto non si limitava alla consegna di un pacco: Patrizia – racconta ancora il figlio Luca – sapeva fermarsi, ascoltare, guardare negli occhi. Entrava nel cuore degli altri volontari e delle persone assistite con naturalezza, costruendo relazioni autentiche, fatte di rispetto e dignità. Ha donato tempo e cuore anche a Casa Kedar, sempre a Udine, accanto a suor Ivana e alle educatrici, sostenendo ragazze minorenni lontane dalle loro famiglie. Con loro è stata una sorella maggiore, una figura di dialogo e di equilibrio. Per mamma – conclude – il volontariato non era un dovere, ma un modo di essere. Un modo di stare al mondo».
I suoi funerali saranno celebrati mercoledì 25 febbraio, alle 10.30, nella chiesa di San Cromazio, a Udine.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








