Montesanto senza pace: dopo il problema Tir spunta anche l’amianto

Anziché migliorare, la situazione è persino peggiorata. Le denunce, le petizioni, l’assunzione di responsabilità (almeno parziale) da parte di Comune e Provincia non sono servite ad alleviare la problematica del massiccio transito di mezzi pesanti nella zona nord della città. Anzi: bilici e motrici hanno preso a parcheggiare anche in aree private - ma aperte - ormai inutilizzate e in preda al degrado. Con - come segnala il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Mattia Policardo - un’ulteriore beffa: «Alcuni abitanti della zona sono stati pure contattati dalla Polizia locale e invitati a tagliare i rami delle proprie abitazioni, per permettere un più agevole transito a questi “bestioni”», scrive l’esponente pentastellato in un’interrogazione scritta al sindaco Romoli, agli assessori Ceretta e Pettarin e al comandante dei vigili urbani, Muzzatti.
«I cittadini della comunità Montesanto-Piazzutta lamentano da tempo ormai il passaggio, spesso serale o notturno o durante l’orario di divieto stabilito dall’ordinanza della Polizia locale, di Tir e trasporti pesanti, anche fuori peso, che partendo dallo scalo ferroviario di Nova Gorica attraversano zone del centro cittadino nelle quali è vietato il transito, come ad esempio via Scodnik», evidenzia Policardo. Che denuncia poi come i Tir spesso parcheggino non solo alle Casermette, ma pure in un ex deposito di via Foscolo, «una struttura fatiscente, con coperture in eternit spesso squarciate a causa del tempo e della mancata manutenzione. Nell’area esterna si trovano ancora vecchie cisterne e pompe per il gasolio mai bonificate».
Una situazione paradossale, con addirittura una quarantina di mezzi pesanti che utilizzano la fatiscente struttura come posteggio: «I cittadini si chiedono come sia possibile che esista un’autorizzazione per permettere un transito che genera inquinamento acustico e atmosferico, vibrazioni, dissesto al manto stradale e pericolo per ciclisti e pedoni». Come evidenziato in estate dal comandante della Polizia locale, Marco Muzzatti, «la soluzione potrebbe essere quella di limitare il traffico “parassitario”, ovvero quei mezzi che non devono necessariamente transitare per una determinata zona, limitando anche il transito dei mezzi più pesanti (tra le 3 tonnellate e mezza e le 7,5 tonnellate; ndr), studiando ulteriori restrizioni per il traffico notturno, vietando cioè i passaggi nelle ore della notte».
Peraltro, il Comune aveva già provveduto a comprimere arrivi e partenze dei trasporti eccezionali nella zona nord della città, evitando lo scaglionamento eccessivo dei bilici. «Stiamo lavorando a delle soluzioni, anche per verificare la possibilità di affrontare il problema nell’ambito del piano urbanistico e del traffico transfrontaliero - aveva spiegato Ceretta -. Assieme ai nostri omologhi sloveni dovremo fare delle considerazioni, perché è evidente che il problema riguardi entrambi».
L’assessore ha poi assicurato «piena collaborazione con il comitato» e volontà ferrea di trovare soluzioni, «a costo di aumentare i pattugliamenti», che in ogni caso hanno sin qua dato esito negativo. Infine, una battuta sulle possibili alternative: «La Sdag potrebbe costituire una soluzione privilegiata, non lo nascondiamo. Sarebbe l’occasione per trasferire il traffico dalla direttrice nord a quella sud, meglio infrastrutturata per accogliere quel genere di mezzi».
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