Montereale, cippo del Pellegrin sciupato da tempo e intemperie

MONTEREALE VALCELLINA. Cippo, sentiero e muro in sasso dell’antica roggia cominciano a risentire di tempo e intemperie. Si tratta del sentiero del Pellegrin, nel borgo di San Leonardo. La dedica sul...

MONTEREALE VALCELLINA. Cippo, sentiero e muro in sasso dell’antica roggia cominciano a risentire di tempo e intemperie. Si tratta del sentiero del Pellegrin, nel borgo di San Leonardo. La dedica sul cippo è annerita, la tabella in legno che indica l’inizio del percorso è illeggibile. Alcuni sassi sono caduti dal muro a secco nella presa sul Cellina della roggia, preziosa per portare l’acqua sino alla piazza di San Leonardo. Parole semplici, ma colme di riconoscenza, raccontano sul cippo la storia del sanleonardese vissuto nel XIX secolo. “Da qui partiva la roggia pensata e scavata da Giovanni Antonio dell’Angelo detto Pellegrin che accompagnò l’acqua fino alla piazza di San Leonardo, dove giunse il 7 ottobre 1837, vincendo le avversità naturali e il pregiudizio degli uomini”. Il cippo, con incise le date 1798-1998, è stato posto nel bicentenario della nascita del Pellegrin, il 1998 appunto. L’acqua corrente, portata nel borgo da quel contadino geniale e testardo, facilitò la vita alle persone, debellando le epidemie di tifo, e agli animali delle stalle, uniche fonti di sostentamento delle famiglie.

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