«Molto è stato fatto ma non si può ancora pedalare in sicurezza sulle vie principali»

Un convegno per parlare di piste ciclabili La città ha ottenuto quattro “bike smile” 

LAURA VENERUS

Il Comune di Pordenone conferma per il secondo anno consecutivo i quattro “bike smile” su cinque totali conferiti da Fiab (la federazione ambiente e bicicletta) conferiti secondo i parametri di ciclabilità del proprio territorio. Un risultato lusinghiero per la città, che però non deve fare abbassare la guardia. La notizia è emersa durante il convegno “Ciclabili e ciclabilità per narrare territori” promossa dal Fai giovani di Pordenone con l’Ordine degli ingegneri. «Gli amministratori abbiano la forza di prendere decisioni anche impopolari – ha affermato la presidente di Fiab-Aruotalibera Luana Casonatto –. A Pordenone, anche se molto è stato fatto, siamo ancora lontani dall’idea di una città in cui ci si possa muovere in sicurezza in bicicletta usando le direttrici principali». Per quanto riguarda le quattro “bike smile”, Casonatto ha auspicato si tratti «dell’inizio di un percorso in continua evoluzione, perché l’asticella viene alzata edizione dopo edizione».

Da parte dell’assessore Cristina Amirante c’è stata l’illustrazione di quanto è stato fatto e cosa si farà a livello di percorsi ciclabili, sia urbani sia naturalistici. Per quanto riguarda la prima tipologia, l’assessore ha annunciato l’avvio della riqualificazione della pista di viale Grigoletti, a fronte di un contributo regionale. Inoltre ha ricordato la nuova pista di via Cappuccini in procinto di essere aperta, la ciclabile di via Montereale appena conclusa e il sovrappasso della Pontebbana a cura di Fvg strade. A breve ci sarà la riqualificazione del piazzale della stazione con l’apertura del parcheggio per le due ruote, che sarà dotato di un addetto. Sul fronte della ciclabilità naturalistica, dopo l’inaugurazione della ciclabile dei parchi, Amirante ha preannunciato quale sarà il tracciato della ciclabile che dal parco del Seminario arriverà sino al confine con Cordenons lungo via Bellasio attraverso un percorso che segue il fiume Noncello sino all’altezza del parco archeologico di Torre per poi sbucare lungo un breve tratto di via Vittorio Veneto e via Bellasio. «La parte naturalistica – ha rilevato – è caratterizzata da un’area suggestiva e che corre lungo l’alveo». L’incontro pubblico ha seguito una fase prettamente tecnica con l’ingegner Sergio Deromedis, direttore sostituto dell’ufficio infrastrutture ciclopedonali della Provincia autonoma di Trento, e l’ingegner Paolo Pileri, professore ordinario di progettazione e pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano. —



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