Militare aggredisce l’ex compagna dopo la sentenza in tribunale a Udine
Attimi di paura in aula a Udine dopo la lettura della sentenza: l’imputato si è scagliato contro l’ex compagna ferendola con un oggetto appuntito. Bloccato da un carabiniere e da un poliziotto in pensione, è stato arrestato

Gravissimo episodio di violenza nella mattinata di giovedì 10 settembre all’interno del tribunale di Udine. Un uomo di 40 anni, Agostino Di Novo, militare dell’Esercito, imputato in un procedimento per lesioni ai danni dell’ex compagna, ha aggredito la donna subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza.
Il giudice aveva appena pronunciato la decisione, con una condanna a sei mesi di reclusione con pena sospesa, quando l’uomo si è alzato improvvisamente dal banco degli imputati, dirigendosi verso la donna che si trovava sul lato opposto dell’aula.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo le è saltato addosso colpendola ripetutamente utilizzando un coccio di plastica appuntito.
Le urla e l’intervento per fermare l’uomo
La situazione è rapidamente degenerata e in aula sono state necessarie le forze di altre persone presenti per impedire che l’aggressione proseguisse.
A intervenire sono stati un carabiniere, Giuseppe Terlizzi, che presta abitualmente servizio nelle aule del tribunale, e un poliziotto in pensione che si trovava casualmente nell’aula in qualità di testimone per un altro processo.
I due sono riusciti a fermare l’uomo, che, anche dopo essere stato bloccato, avrebbe continuato a manifestare un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’ex compagna.
Terlizzi, richiamato dalle grida, ha quindi ammanettato l'uomo. Per Di Novo è scattato l’arresto in flagranza.
La donna ferita al collo e a una gamba
La vittima, comprensibilmente sotto shock, è stata soccorsa dal personale della Sores e successivamente trasportata in pronto soccorso.
La donna avrebbe riportato ferite al collo e a una gamba in seguito all'aggressione.
Particolarmente delicata la situazione all'interno dell'aula, dove l'episodio si è consumato davanti alle persone presenti al processo e ha richiesto un intervento immediato per mettere in sicurezza la vittima.
La fonica la mette al sicuro in camera di consiglio
Determinante anche l'intervento della fonica Eleonora Chiesa, che ha contribuito a mettere in salvo la donna dopo che carabiniere e poliziotto erano intervenuti per fermare l'aggressore.
Chiesa ha accompagnato la vittima nella camera di consiglio, chiudendo e sbarrando la porta per impedire all'uomo di raggiungerla nuovamente.
Un gesto che ha consentito di creare rapidamente uno spazio protetto per la donna mentre nell'aula proseguivano le operazioni necessarie per bloccare e arrestare l'aggressore.
Ora l’udienza di convalida davanti al gip
Dopo l'arresto, l'uomo è stato posto a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip.
Restano da definire anche le conseguenze sul piano penale per quanto accaduto in tribunale. In particolare, dovrà essere valutata dalla Procura la qualificazione giuridica dell'aggressione: tra le ipotesi che potrebbero essere prese in considerazione vi sono quella di lesioni gravissime e quella, più grave, di tentato omicidio, sulla base delle risultanze investigative e delle condizioni della vittima.
Lo sgomento in tribunale
Profondo lo sgomento tra quanti hanno assistito alla scena. Amareggiato e sconvolto anche il giudice Daniele Faleschini Barnaba, che, secondo quanto riferito, non si era mai trovato davanti a un episodio di violenza di questa intensità all'interno delle aule del tribunale di Udine.
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