Messaggero Veneto e Vespa: da ottant’anni insieme ai friulani

Riunione di redazione all’Adoro Caffè di piazza Venerio: i lettori hanno chiesto come cambierà il settore e se viene utilizzato il Qrcode. Domenica il raduno

Alessandro Cesare

Da ottant’anni sono una costante nella quotidianità dei friulani. Il Messaggero Veneto per tenersi informati, la Vespa per muoversi. Sabato mattina hanno voluto celebrare ciò che hanno in comune, dando vita a una riunione di redazione pubblica nell’ambito della due giorni del diciottesimo raduno “Città di Udine”. Un appuntamento partecipato che si è svolto sotto il colonnato dell’Adoro Caffè di piazza Venerio, con protagonisti vespisti e lettori di ieri e di domani.

La riunione

A promuovere l’iniziativa è stato il Vespa Club Udine, che ha trovato la disponibilità del Messaggero Veneto a uscire dalla redazione per raccontare come si costruisce un quotidiano nel corso della riunione del mattino.

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Timone alla mano, strumento utilizzato per avere sott’occhio la scansione delle pagine del giornale, il condirettore Paolo Mosanghini è intervenuto insieme ai responsabili dei diversi settori delle redazioni di Udine e di Pordenone, alcuni in presenza, altri collegati online: Antonio Bacci, Luana de Francisco, Christian Seu, Viviana Zamarian, Martina Milia, Ilaria Purassanta e Nicolò Bortolotti.

Per il Vespa Club ha portato il suo saluto il presidente Carmelo Chiaramida. «Si deve alla penna dell’ingegner D’Ascanio il primo prototipo di Vespa, nel 1945. Si chiamava “Paperino” per le sue forme», ha ricordato Chiaramida.

«Poi il progetto venne migliorato e nel 1946 uscì la Vespa come la conosciamo oggi, presentata in anteprima a Torino. Negli stessi anni si svilupparono anche i primi gruppi di vespisti (e Udine ne aveva uno), che portarono nel 1949 alla nascita del Vespa Club Italia. Anche in questo caso quindi», ha chiuso Chiaramida, «Udine ebbe un ruolo determinante essendo tra i fondatori del Club nazionale».

Diversi i mezzi portati in piazza Venerio per la riunione di redazione: una Vespa 400, l’utilitaria della Piaggio, una V12 del 1949, alcune faro basso 125, e poi Gs, Px, Vbb, Vnb e Gtr fino alle più moderne automatiche.

Si è quindi dato il via alla riunione vera e propria, con i responsabili di ogni reparto che hanno proposto i diversi argomenti da trattare e approfondire per “riempire” il giornale del giorno successivo. Per quanto riguarda l’edizione di Udine, a tenere banco è stato l’omicidio di un sessantunenne marocchino in via Castions di Strada.

Tra distribuzione delle pagine, ingombri delle pubblicità e notizie con cui aprire le diverse edizioni, è toccato al presidente Chiaramida richiamare un aneddoto che ha unito i primi anni di vita del Messaggero Veneto e della Vespa: «Durante una ricerca nella biblioteca di Udine è stata scoperta una pubblicità apparsa sul Mv nel 1947, dedicata al birrificio Moretti, altro simbolo per la nostra città, che rappresentava una Vespa. Credo sia una delle prime immagini promozionali di un mezzo lanciato sul mercato solo un anno prima».

Per il Comune di Udine, all’incontro organizzato all’Adoro Caffè, ha voluto esserci il vicesindaco Alessandro Venanzi, che domenica mattina sarà presente in via Vittorio Veneto per dare il via ufficiale, alle 10.30, al raduno “Città di Udine”.

Spazio ai lettori

Si è quindi aperto lo spazio per le curiosità dei lettori. Tra gli spunti offerti dal presidente Chiaramida c’è stato quello relativo all’evoluzione del lettore, «se tra una decina di anni continuerà a sfogliare le copie cartacee o se si sposterà completamente sul digitale».

Ha risposto il condirettore Mosanghini: «È difficile immaginare uno scenario realistico, visto che negli ultimi cinque anni il settore dell’editoria è stato completamente rivoluzionato, e con una velocità talmente alta che fare previsioni diventa complicato. Il nostro mondo sta cambiando, con i giornali locali, però, che stanno subendo queste evoluzioni a ritmi più lenti, soprattutto se, come accade per il Mv, hanno radici molto forti».

A incidere sarà soprattutto il cambio generazionale, visto che i giovani di oggi non sono cresciuti con la carta, come è successo, ad esempio, per i loro genitori o i loro nonni: «Difficilmente chi è cresciuto con la carta la lascia per passare ad altri mezzi», ha aggiunto Mosanghini. «Le nuove generazioni, invece, attingono alle informazioni un po’ ovunque, non sempre seguendo uno schema ben preciso. Per questo siamo consapevoli che le cose stanno cambiando, ma vale per i quotidiani come per i libri. La mia speranza è che il giornale di carta possa resistere ancora per qualche anno».

Un’altra curiosità è stata introdotta da Stefano Basana, soffermatosi sul possibile approfondimento degli articoli cartacei attraverso la pubblicazione di Qrcode, come peraltro abitualmente avviene nei musei per andare oltre ai contenuti offerti. «Questo potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il giornale cartaceo», ha chiuso il lettore. È intervenuto sempre Mosanghini: «La strada del Qrcode talvolta la percorriamo: ci sono degli argomenti per cui rimandiamo al nostro sito per un’intervista video o una fotogallery. Questo strumento l’abbiamo introdotto nell’ambito delle nostre mostre sugli 80 anni del Mv».

Domenica l’invasione di Vespa

Dopo la riunione di redazione di sabato e un primo giro turistico lungo le strade del Friuli, domenica sarà il giorno del raduno “Città di Udine”. Dalle 8.30 gli appassionati del mito Piaggio si ritroveranno in via Vittorio Veneto, con la partenza che è prevista per le 10.30. Dopo una sosta a Villa de Claricini, ci sarà il pranzo nell’area del parco Te tor, a Savorgnano del Torre. Tra le chicche del raduno ci sarà l’opportunità concessa dal sindaco di Cividale Attilio Vuga di attraversare in Vespa il Ponte del Diavolo. Sono attesi oltre 400 appassionati.

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