Mercoledì il “Giorno del ricordo” L’evento all’auditorium Zanon. Alle 15.30 la deposizione della corona in via Manzini

«In questi giorni, svolgendo un appello di storia contemporanea all’università di Udine, ho avuto conferma da una studentessa interpellata in merito al Giorno del ricordo, che al liceo nessun docente aveva mai parlato dell’argomento, né il 10 febbraio né durante lo svolgimento del corso di storia, il che, confermando quanto già potuto verificare più volte in questi anni, pone il problema, didattico, e nel contempo, d’educazione civile, di che cosa sia necessario fare per ovviare a tale grave lacuna».
A pochi giorni dalla celebrazione del Giorno del Ricordo, il docente di Storia contemporanea, Fulvio Salimbeni, solleva le lacune presenti nei libri di storia. «Se oggi la storia s’insegna non più solo e non tanto mediante il tradizionale manuale, bensì utilizzando la documentazione più diversa, come ha insegnato la scuola storiografica francese delle “Annales”, sarà allora opportuno applicare tale metodo al nostro caso, prendendo, però, atto che, mentre per il Giorno della memoria il materiale in tal senso non manca (film e romanzi, documentari, autobiografie dei superstiti, una copiosissima produzione storiografica), analogo discorso non vale per la questione relativa alle tragiche vicende del nostro confine orientale, delle foibe e dell’esodo».
Secondo Salimbeni, infatti,«prescindendo dalla memorialistica dell’esodo, in genere di scarso valore letterario, ma storicamente utile per conoscere le vicende della “grande storia” tramite una visione dal basso, va suggerita la lettura dei romanzi e delle pagine memorialistiche dello scrittore istriano Pier Antonio Quarantotti Gambini, oggi ingiustamente dimenticato, e delle opere di Fulvio Tomizza, vere e proprio narrazioni storiche, d’indiscutibile valore estetico, ma pure storico».
Il tema sarà affrontato nel corso della celebrazione del Giorno del ricordo, organizzata dal comitato provinciale dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, presieduta dall’ingegner Silvio Cattalini. L’evento si svolgerà mercoledì, alle 10, nell’auditorium Zanon. Dopo il saluto del presidente, seguiranno gli interventi del professor Elio Varutti sui centomila esuli giuliani e dalmati in città tra il 1945 e il 1960, dello storico Sergio Brcic che racconterà la distruzione di Zara tra il 1943 e il 1944 e del professor Salimbeni che spiegherà come insegnare la storia del confine orientale. La cerimonia si chiuderà sulle note del “Va pensiero” di Verdi. Nel pomeriggio, alle 15,30, invece, la cerimonia si sposterà nel parco intitolato alle Vittime delle foibe, in via Manzini. Davanti al monumento ai caduti sarà deposta una corona d’alloro e recitata la preghiera dell’infoibato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








