Medici stranieri nei pronto soccorso del Fvg, archiviata l’indagine su E-Health e Salvatore Guarneri
Il Gip di Udine ha accolto la richiesta del pubblico ministero: non sono emersi elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio. Il procedimento riguardava le modalità di impiego dei professionisti sanitari e le ipotesi di frode nelle pubbliche forniture e somministrazione irregolare di manodopera

Si chiude con l’archiviazione il procedimento penale relativo all’impiego di medici stranieri nei pronto soccorso del Friuli Venezia Giulia. Con un decreto depositato il 17 ottobre 2026, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine ha accolto la richiesta del pubblico ministero, disponendo l’archiviazione dell’indagine che aveva coinvolto Salvatore Guarneri, amministratore di E-Health Srl.
Al centro degli accertamenti c’erano le modalità di impiego dei professionisti sanitari e i rapporti contrattuali con le strutture pubbliche. Le ipotesi formulate nel corso del procedimento riguardavano la frode nelle pubbliche forniture e, successivamente, la presunta somministrazione irregolare di manodopera.
Secondo quanto riportato nel provvedimento, non sono emersi elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
Il Gip: Non risultano elementi idonei a dimostrare condotte fraudolente
Uno dei passaggi centrali del decreto riguarda i requisiti professionali oggetto degli accertamenti. Il giudice ha rilevato: «Non risultano acquisiti elementi idonei a dimostrare che tale circostanza sia stata occultata mediante artifici, falsificazioni, dichiarazioni mendaci o altri espedienti fraudolenti».
La decisione è stata accolta con soddisfazione dalla difesa di Guarneri. L’avvocato Maurizio Conti ha sottolineato il rilievo della motivazione del provvedimento, evidenziando come il Gip abbia escluso la presenza di elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio su entrambi i versanti dell’indagine.
«Il dott. Guarneri ha fornito un rilevante contributo processuale, depositando una articolata memoria con la quale ha ricostruito con precisione lo svolgimento del rapporto contrattuale con ASUFC producendo anche numerosissimi documenti che suffragavano le sue affermazioni», ha dichiarato il legale.
Il ruolo di E-Health durante la carenza di medici
L’attività della società si inseriva in una fase particolarmente delicata per la sanità regionale, segnata dalla carenza di personale medico e dalla necessità di garantire la copertura dei turni nei Pronto soccorso.
Secondo la ricostruzione fornita da E-Health, la società ha contribuito alla continuità dei servizi di emergenza e urgenza mettendo a disposizione delle aziende sanitarie professionisti chiamati a operare in reparti sottoposti a una forte pressione organizzativa.
La società rivendica quindi il contributo offerto per assicurare l’operatività di servizi essenziali per i cittadini e sostenere gli ospedali nella gestione della carenza di personale.
E-Health: «Su di noi una campagna di delegittimazione»
Un altro aspetto sottolineato dalla società riguarda la copertura mediatica ricevuta dall’indagine. La vicenda era stata ripresa da numerose testate nazionali e di settore, con articoli, servizi televisivi e dichiarazioni pubbliche che, secondo E-Health, avrebbero danneggiato l’immagine dell’azienda, dei suoi amministratori e dei professionisti sanitari coinvolti.
Nel comunicato, E-Health parla di una campagna di delegittimazione e sostiene che le ricadute abbiano interessato anche la partecipazione alle procedure di gara pubblica e l’operatività presso le strutture sanitarie.
Tra le espressioni utilizzate nel dibattito pubblico sulla vicenda figura anche «caporalato di lusso». Si tratta di una definizione emersa nel contesto delle polemiche, da distinguere dalle specifiche ipotesi di reato esaminate nel procedimento archiviato.
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