Medici da Tondo: «Non ci fermeremo»

UDINE. Non intendono fermarsi. I rappresentanti dell’Intersindacale medica e sanitaria lo hanno detto a chiare lettere ieri nel corso di un incontro in Regione con il presidente Renzo Tondo, con il quale hanno affrontato la vertenza aperta con la direzione del Santa Maria della Misericordia. «Si è trattato di un colloquio preliminare molto positivo nel corso del quale il presidente ha dimostrato di guardare con attenzione ai nostri problemi» hanno fatto sapere i rappresentanti sindacali.
Un primo contatto durante il quale si è concordato che a breve ci sarà una riunione formale tra il presidente, i vertici della Direzione centrale della salute e i rappresentanti dell’Intersindacale medica e sanitaria dell’Azienda. «In quella sede – hanno fatto sapere i componenti dell’Intersindacale – presenteremo un breve dossier sulle criticità che abbiamo individuato in questi mesi nel Santa Maria della Misericordia, anche nella prospettiva della riforma sanitaria che è in discussione in questo momento fra le forze politiche. Non guarderemo solo ai problemi interni, ma anche in relazione alle Aziende coinvolte dalla riforma. In quella sede - hanno aggiunto – ci sarà una disamina precisa dei problemi e delle possibili soluzioni».
I rappresentanti dell’Intersindacale hanno voluto ribadire la validità dello sciopero virtuale e delle 300 firme in risposta alle eccezioni sollevate dalla direzione aziendale. «Una forma di protesta – ha argomentato Valtiero Fregonese (Anaao) – che non ha necessità di comunicazione formale da parte dei singoli medici o delle organizzazioni sindacali in quanto non ci sono normative che regolino le procedure di tale forma di protesta. Sulla liceità di questa iniziativa non c’è ombra di dubbio. È prevista anche in altri Stati dove gli importi vengono corrisposti non solo dai medici, ma anche dall’azienda. Riteniamo pertanto – ha aggiunto Fregonese – non sia il momento di ricorrere ad argomentazioni speciose e che potrebbero far configurare una condotta antisindacale».
Al fronte dei medici si è accostato, con i dovuti distinguo, anche quello degli infermieri del Nursind che, attraverso il vicesegretario provinciale Afrim Cassli, ha fatto sapere di condividere le preoccupazioni dei medici in ordine alla necessità di garantire i livelli qualitativi dell’assistenza, ma di non voler interrompere i rapporti con la direzione aziendale. «Chiederemo un incontro per approfondire le questioni legate al personale anche alla luce delle nuove assunzioni» ha chiarito Cassli.
Il 6 giugno scadranno i bandi per il reclutamento del personale infermieristico: vi saranno 9 assunzioni per l’Azienda 4 Medio Friuli, 6 per l’Alto Friuli, 8 per la Bassa e 22 per il Santa Maria della Misericordia. «Fatta eccezione per l’Ass4 dove le carenze sono meno sentite – fa presente Cassli – negli altri casi le assunzioni sono insufficienti a garantire le esigenze. Solo per il Santa Maria della Misericordia ce ne vorrebbero il triplo. Calcoliamo un esodo di una quindicina di infermieri all’anno senza contare maternità e aspettative. Così la mole di lavoro aumenta. Tanto per fare un esempio – racconta Cassli – da due settimane un solo infermiere anzichè due sale sull’elicottero per l’elisoccorso. E andrà avanti per tutta l’estate. Ci è stato spiegato che è per limiti di peso sul velivolo e non discutiamo su questo, ma non era mai successo prima e comunque, ciò comporta un aggravio del lavoro per chi è a bordo».
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