Maxitruffa Venice L’Afue mobilità il web per citare le banche

Per i risparmiatori del processo Venice è, secondo l’Afue, «l’unica reale possibilità per ogni parte offesa di ottenere risarcimento e giustizia». Da qui la decisione di mobilitare il web per l’ammissione della citazione delle banche depositarie come responsabili civili nel maxi processo ai coimputati di Fabio Gaiatto, trader di Portogruaro condannato in primo grado per la mega truffa della Venice Investment Group.
In attesa della prossima udienza, in calendario il 26 novembre, il presidente dell’Associazione vittime di truffe finanziarie internazionali, usura ed estorsione Daniele Pistolesi ha avviato una sottoscrizione di firme sul web attraverso la piattaforma Buonacausa.org. Nel corso della prossima udienza, infatti, il tribunale dovrà esprimersi sulla chiamata in causa delle banche depositarie, istanza presentata dagli avvocati Michele Peretto ed Enrico Conti per i risparmiatori che si sono appoggiati ad Afue e alla quale si sono associate anche le altre parti civili. La richiesta ha visto, però, il parere contrario del procuratore Raffaele Tito: fra tre settimane il collegio si esprimerà.
L’Afue, nel frattempo, ha deciso di far sentire la sua voce: «Le parti offese credono nella giustizia e vorremmo che il tribunale di Pordenone facesse sentire tutte le parti civili costituite come cittadini italiani e cittadini europei – spiega Pistolesi nel suo appello –. Chiediamo con la presente sottoscrizione di dare la possibilità a tutte le parti lese di far valere il diritto al risarcimento dei danni subiti nell’ambito del cosiddetto processo Venice». L’obiettivo di Pistolesi è raccogliere in un paio di settimane almeno mille firme: i cittadini hanno già iniziato a sottoscrivere la petizione on line arrivando ad alcune decine di adesioni in poche ore. —
V.V.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








