Maxi incendio in un’azienda agricola a Caneva: in fiamme 500 rotoballe, salvati 200 mucche e vitelli
Fiamme altissime e colonna di fumo visibile a chilometri: in azione più squadre dei Vigili del fuoco, rinforzi anche dal Veneto. Danni che superano il mezzo milione di euro

In fiamme l’azienda agricola “del Titti” a Fiaschetti di Caneva: l’incendio è divampato in uno dei capannoni con 500 rotoballe, intorno alle 17.30. La famiglia Piccinato gestisce l’azienda di famiglia che tutti a Caneva chiamano “del Titti” con la vicina latteria in via Sacile. L’alta colonna di fumo denso e nero, sprigionatasi dal rogo era visibile a chilometri di distanza.
Danni ingenti per la struttura di 900 metri quadrati che è stata divorata dalle fiamme, con dentro anche un trattore nuovo, una botte e l’escavatore. La vicina stalla di circa 200 bovini si è salvata dall’incendio: l’immediata reazione dei giovani titolari con i dipendenti ha scongiurato che l’incendio si propagasse, il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha consentito di contenere il rogo. «Una fiamma improvvisa è divampata mentre stavamo lavorando e abbiamo chiamato immediatamente i soccorsi – ha spiegato Davide Piccinato –. Non sappiamo la causa: l’ipotesi potrebbe essere un corto circuito».

Le squadre dei vigili del fuoco sono entrate in azione rapidamente e rinforzi sono arrivati dal Veneto e dalla Base di Aviano. Sono state tante le telefonate al 112 di vicini della latteria e passanti in via Sacile, impressionati dal rogo esteso e difficile da contenere. Più squadre dei vigili del fuoco sono arrivate dal comando provinciale di Pordenone, con un imponente dispiegamento di uomini e mezzi specializzati. La complessità della situazione ha reso necessario richiedere rinforzi anche dal Veneto, per accelerare le operazioni di spegnimento e garantire la sicurezza di tutta l’area circostante il deposito delle rotoballe: la casa della famiglia Piccinato, la latteria e la stalla con mucche e vitelli.
Le fiamme alte del rogo e il fumo nero hanno preoccupato anche i residenti dall’altro lato della strada e gli amici della famiglia Piccinato. Sul posto erano impegnate le squadre dei distaccamenti di Sacile e Maniago, autobotti e autopompe della sede centrale di Pordenone, dal distaccamento di Gaiarine, mezzi del comando di Treviso e un’autobotte kilolitrica dei pompieri americani di Aviano. È arrivata anche un’ulteriore autobotte kilolitrica dal comando dei vigili del fuoco di Gorizia. Le pompe sono state immerse nel rio Silliga che scorre a fianco della proprietà e del deposito aggredito dalle fiamme.

Le operazioni di spegnimento e successivo smassamento si sono protratte a lungo: le squadre del turno di notte hanno dato il cambio alle 20 ai colleghi . L’azione dei vigili del fuoco è stata decisiva per contenere il perimetro del rogo e per evitare la propagazione alle altre strutture dell’azienda e alla stalla dei bovini.
«Nessuno di è fatto male e anche gli animali sono salvi – hanno detto Tiziana e Davide Piccinato –, ma il fieno è finito in fumo come il grande deposito e come il nostro lavoro. Dobbiamo ripartire».
I ragazzi che portano avanti l’azienda Piccinato hanno grinta da vendere: Davide, Andrea, Nicola, Isacco e Giovanni sono l’orgoglio della famiglia “del Titti” che gestisce l’omonima malga in Pedemontana. Restano da chiarire le cause che hanno innescato l’incendio. Le verifiche sull’origine del rogo saranno avviate dopo la conclusione della fase dell’emergenza e con la messa in sicurezza dell’azienda. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le fiamme. La conta dei danni tutta da scrivere: le prime stime ipotizzano oltre 600 mila euro.
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