Ucraina, la manifestazione in piazza XX Settembre a Udine: «Resistenza per la libertà, la pace non sia una resa»
La città commemora i quattro anni dall'invasione russa. Associazioni e partiti uniti a sostegno del popolo ucraino: «Difendiamo l'Europa e la democrazia»

Una infanzia rubata. Strappata per sempre a una generazione di bambini. Un’infanzia che ha le tinte scure di traumi e cicatrici sulla pelle, scandita dai bombardamenti, da vite spezzate. «La pace non si raggiunge con le chiacchiere ma occorre costruirla e difenderla. Grazie alle forze politiche e ai relatori intervenuti per ribadire il concetto che la nostra Europa unita deve essere difesa, con la nostra libertà e la nostra democrazia».
Viktoria Skyba, presidente dell’associazione Ucraina-Friuli, l’ha ribadito con forza ieri alla manifestazione “Ucraina scudo d’Europa. Quattro anni di resistenza per la libertà” che ha richiamato un centinaio di persone in piazza XX Settembre per ricordare i quattro anni dell’invasione russa in Ucraina, che ricorre il 24 febbraio, organizzata con Liberi oltre illusioni, la partecipazione del Club Unesco Udine e della Chiesa ortodossa e il patrocinio del Comune di Udine.
L’assessore Federico Pirone ha ricordato che «Udine non ha mai smesso di stare vicino al popolo ucraino. La nostra presenza è anche per denunciare le inaccettabili violazioni del diritto internazionale».
Davanti a tante bandiere dell’Ucraina sono intervenuti il vicesindaco di Codroipo Giacomo Trevisan, il giornalista Mario Corti, lo storico Gianluca Volpi, lo scrittore Tullio Avoledo e rappresentanti dei partiti, Pd, FdI, Radicali Italiani, Italia Viva e Azione. I dem sono intervenuti con il rappresentante dei Giovani democratici Davide Panzeri e il segretario provinciale di Udine Luca Braidotti, il quale ha esortato a «mantenere salda la rotta per richiedere il perseguimento di una pace giusta e sicura che non deve coincidere con la resa dell’Ucraina, né legittimare l’aggressione russa né cancellare i crimini di guerra commessi».
Luca Onorio Vidoni, capogruppo di FdI in Consiglio, ha ribadito il sostegno al popolo ucraino richiamando «il sì alla pace che non può essere una resa. Serve una pace giusta e duratura, fondata sulla cessazione delle violenze, sul rispetto della sovranità e sul ritorno dei prigionieri». Ester Soramel, coordinatrice cittadina di FdI, ha voluto essere presente «per stringersi al popolo ucraino che da 4 anni sta resistendo come Davide contro il Golia russo».
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