Malattia: sit-in da Prodi per salvare il Tocai
Il leader dei Cittadini propone una manifestazione davanti a palazzo Chigi
Bertolin (Federagro): potremmo chiedere i danni ai politici
Bertolin (Federagro): potremmo chiedere i danni ai politici
| PORDENONE. Una manifestazione a Roma, davanti a Palazzo Chigi, degli agricoltori friulani per chiedere al presidente del Consiglio, Romano Prodi, la tutela della denominazione Tocai per il celebre vino bianco friulano. E' la proposta che il leader di Cittadini per il presidente, Bruno Malattia, ha lanciato ieri mattina a Casarsa in occasione di un convegno organizzato da Comune, Pro Loco e Vini La Delizia in occasione della 59° Sagra del Vino. |
| La magnifica ossessione del Tocai, questo il tema del convegno, è stata l'occasione per fare il punto sulla proposta di legge che mira a garantire il mantenimento della denominazione almeno sul territorio italiano, mercato di destinazione del 90 per cento del prodotto. Serve però, secondo Malattia, uno scatto d'ala, ovvero farsi sentire nei palazzi del potere, a fronte della contrarietà del ministero dell'Agricoltura alla salvaguardia del nome. Un'ostilità che potrebbe tradursi nella volontà di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, se approvata, la proposta di legge finalizzata a recepire l'accordo Trips del '94 che consente di continuare a vendere il vino con il nome Tocai. «È giunto il momento - ha affermato Malattia - di un gesto simbolico, che non faranno certo quei produttori privati che con il vino hanno fatto fortuna tanto da permettersi lo yacht e una vita di lusso. L'iniziativa deve venire soprattutto dai produttori che conferiscono nelle cooperative come quelle di Casarsa e Cormons, che rappresentano l'ossatura della produzione friulana, e che non devono più essere timidi. Per questo la mia proposta è quella di costituire una delegazione di agricoltori che vada a Roma, davanti a Palazzo Chigi, con centinaia di bottiglie di Tocai per chiedere a Prodi un incontro affinché sostenga lo spirito della proposta di legge». Una norma che dovrebbe essere approvata dal Consiglio regionale, visto che il centro-sinistra ha dato il suo assenso in commissione, parallelamente all'iniziativa diplomatica del presidente Illy il quale «sta cercando di convincere il Governo a sostenere le ragioni del Friuli». Una tesi, quella di Malattia, condivisa dal presidente regionale di Federagroalimentare, Noè Bertolin, il quale ha suggerito che nel caso in cui la causa venga persa, i produttori «chiedano i danni alla classe politica regionale». Per Bertolin c'è stata troppa «timidezza nel sostenere le ragioni del Tocai, con anche le associazioni di categoria che si sono divise». Il presidente dei Vini La Delizia, Renzo Colussi, ha chiesto «un concreto intervento della classe politica per sostenere la produzione non solo dei vini bianchi, ma anche di quelli rossi», mentre secondo il consigliere regionale Piero Colussi «la partita non è persa», come testimoniano le ragioni identitarie e storiche che stanno dietro al mantenimento del nome Tocai, sottolineate dal giornalista Bepi Pucciarelli. Malattia non ha mancato di riservare qualche stoccata alla Margherita: «L'assessore regionale all'Agricoltura non è stato in grado di conciliare gli interessi dei produttori friulani». |
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