Lungomare Trieste, respinto l’atto di sfiducia verso Fanotto

Ammessa all’ordine del giorno, non discussa, ma votata (e rigettata): la mozione di sfiducia a Fanotto è stata rispedita al mittente (l’opposizione) e, a causa del silenzio del sindaco e della quasi totalità della maggioranza, lunedì sera nei banchi della minoranza in consiglio comunale è divampata la bufera.
Le scelte di direzione ed esecuzione dei lavori, oltre che gli esiti visibili e gli intoppi che affiorano saltuariamente fanno dell’intervento per la riqualificazione di Lungomare Trieste, per il quale è stata investita una somma di quasi 20 milioni di euro (risorse regionali), un “caso” alla ribalta della scena lignanese, tanto da continuare (da ormai due anni a questa parte) a dare la stura ad accese polemiche e un diffuso malcontento.
A fomentare la bagarre politica è stata la mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco Luca Fanotto e sottoscritta dall’intera opposizione. In più, a seguito della spaccatura di una porzione di pavimentazione del viale fronte mare (verificatasi qualche settimana fa) a scendere in campo sono state anche Confartigianato-Imprese Udine e il Consorzio pietra Piasentina, che tengono a precisare «che in tali opere non è stata utilizzata la pietra delle Valli del Natisone, nonostante il suo utilizzo fosse previsto nel progetto iniziale».
Chiarimento, questo, «per evitare un doppio patimento».
E La reazione del sindaco alla mozione di sfiducia «è un paradosso. Il sottrarsi alla discussione e poi procedere alla votazione è in perfetta contraddizione – ha detto il promotore della mozione Carlo Teghil (Forza Italia) –. Lo scorso anno abbiamo chiesto la nomina di una commissione di controllo, ma non ci è stata concessa: il lungomare è disastroso e il caso non poteva che sfociare in questa nostra richiesta. Abbiamo reperito e vagliato tutti gli atti delle procedure per rendere chiaro a tutti le cause che hanno portato all’attuale situazione in cui versa il lungomare».
Stefano Trabalza (Io vivo qui) ha precisato: «Fanotto non ha dato contezza di nulla e ha voluto evitare il dibattito. Si è aggrappato a un cavillo procedimentale (risalente al 2007) che però ho contestato, peraltro, con un parere più recente (del 2015). In più, ha preteso che ritirassimo la mozione per modificarla: è inaudito».
Il primo cittadino di Lignano risponde: «Trovo illogico e poco rispettoso presentare innumerevoli domande alle quali non si vuole ascoltare la vera risposta perché si sono già tratte le conclusioni, sfiduciando il sindaco. Per questo noi non abbiamo voluto aprire il dibattito sulla mozione e abbiamo votato contro, in quanto non può essere messa in discussione la tenuta della maggioranza da parte di una opposizione che non è mai in grado di formulare una proposta. È incredibile che sia stato utilizzato uno strumento del genere per rappresentare un giudizio definitivo su un’opera che dev’essere al contrario ancora finita e collaudata». —
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