L’Italia riscopre Loris Fortuna: "Pubblicate i suoi discorsi"

UDINE. «I discorsi, gli scritti, le lettere, gli atti parlamentari di Loris Fortuna, l’indimenticato deputato friulano padre della legge sul divorzio, vengano pubblicati dalla Camera».
L’iniziativa è stata ispirata dall’ex deputato ed ex ministro socialista Valdo Spini e formalmente avanzata dalla parlamentare bergamasca Pia Locatelli, con una lettera protocollata venerdì scorso, alla presidente di Montecitorio Laura Boldrini.
L’obiettivo è quello di stampare tutto ciò che Fortuna, durante i suoi 22 anni da rappresentante del popolo (dal 1963 al 1985, anno in cui morì), ha detto nell’Aula, dandogli così veste istituzionale. Molti furono gli argomenti dei discorsi di Fortuna: da quelli celebri sul divorzio (fu lui a rompere gli indugi nel 1970 e ad avanzare la proposta di legge, poi avallata dal liberale Baslini, ndr), ai diritti civili, ma anche sui diritti dei lavoratori e sulla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.
Insomma un corposo “malloppo” di incartamenti, preziosa testimonianza della statura dell’uomo politico. «L’iniziativa - spiega Valdo Spini - ha preso le mosse dalla mia conoscenza con un giovane ricercatore storico, Michele Mioni di Udine, che sta svolgendo il suo dottorato di ricerca all’Università della Sorbona a Parigi e che ha già cominciato a riordinare i discorsi di Loris Fortuna.
I discorsi sono disponibili per un’edizione, ma quella istituzionale mi sembra doverosa. Mi auguro che una risposta alla nostra richiesta avvenga in tempi rapidi. La pubblicazione degli atti si è fatta molte volte in passato, anche per capi partito come Almirante, Togliatti, Berlinguer. Liberali, socialdemocratici, di tutti i colori e le appartenenze. Credo che Loris Fortuna, a 30 anni dalla morte, meriti questo riconoscimento».
In Friuli Venezia Giulia la proposta di Spini e Locatelli ha già trovato ampi consensi. La Regione, come ha annunciato l’assessore alla Cultura Gianni Torrenti, potrebbe fare una discreta moral suasion sulla Camera per sollecitare la pubblicazione degli atti.
«Ne avevo parlato personalmente con Spini che conosco e apprezzo da tempo - dice Torrenti -. Per questa regione sarebbe un riconoscimento speciale e prezioso, vista la caratura del personaggio, uno dei politici più rappresentativi.
E’ indispensabile riconoscere la forte passione civile di Fortuna, al di là dei partiti di appartenenza. Dunque sarebbe importante se la Camera autorizzare il via libera, una bella iniziativa, forte e opportuna. La Regione potrebbe naturalmente collaborare, mettendo a disposizione, se richiesta, anche altra documentazione al riguardo».
Si dice «d’accordissimo» anche l’ex parlamentare udinese Aldo Gabriele Renzulli. «E’ un atto doveroso - osserva - sia per onorare al meglio la memoria di Fortuna, sia perchè il tema dei diritti civili, ai quali lui era molto legato, è di stretta attualità.
Lo spirito laico e libertario di Fortuna è modernissimo, appartiene al patrimonio di idee e valori che ha dato all’Italia. Sono da sottolineare anche le battaglie che fece in favore dei lavoratori, del miglioramento delle condizioni di vita degli operai, dei braccianti. E poi era un giurista di valore, a Udine si ricordano ancora le sue arringhe appassionate in Tribunale.
Ma la battaglia sui diritti civili è stata la ragione della sua vita e per questo non potrà mai essere dimenticato. Mi auguro dunque che la presidente Boldrini possa accogliere con favore la richiesta che dovrebbe trovare il massimo accoglimento anche nella nostra regione. Spero che gli atti vengano stampati e pubblicati presto, dobbiamo fare di tutto per sbloccare la situazione se dovessero esserci degli impedimenti».
Disco verde pure da parte dell’avvocato friulano «sempre e comunque socialista», coma ama definirsi, Enrico Bulfone. «Loris Fortuna è stato una figura assolutamente rilevante - racconta -. Si va a dare seguito, seppure in ritardo, al riconoscimento di una figura straordinaria.
E negli atti parlamentari c’è molto materiale interessante. Grazie a Valdo Spini per la sensibilità che ha dimostrato in questa occasione. Dalla pubblicazione dei discorsi potrebbe scaturire lo stimolo perchè qualcuno scriva, finalmente, una biografia accurata e completa dell’avvocato e politico.
Fortuna fu partigiano, negli anni giovanili fu comunista, si dimise dal Pci nel 1956 all’indomani della rivolta repressa dall’Urss in Ungheria e si dimise pure dal consiglio comunale di Udine in seguito a quei fatti. E’ stato anche un grandissimo penalista, io ero un giovane praticante, all’epoca, ma ricordo le sue affascinanti arringhe, piene di pathos.
E poi è inutile ricordare quanto di grande fece con le sue iniziative legislative, come per il divorzio. Fu ministro e Craxi, dopo la sua prematura morte, lo citò tra i riferimenti culturali del socialismo, così come Pannella, nel 2005, lo accostò a nomi internazionali quali Tony Blair e lo spagnolo Zapatero come esempio da seguire dentro la tradizione laico-socialista. Adesso ci auguriamo che la Boldrini possa dare impulso alla richiesta».
Favorevolissimo, infine, Ferruccio Saro, socialista della prima ora e per lunghi anni in Parlamento. «La pubblicazione degli atti è una cosa buona - afferma -. Lui fece numerosi interventi alla Camera di grande livello riguardanti la ricostruzione del Friuli post terremoto del 1976.
Aveva prestigio e autorevolezza, si occupò in particolare della legge 546 che determinò regole e obiettivi della ricostruzione e sviluppo del Friuli e poi della costituzione dell’Università. Da quei discorsi si potrebbero ricavare numerosi spunti di dibattito e indagine per ricomporre il mosaico di anni cruciali. Naturalmente Fortuna fu protagonista sui diritti civili.
Quindi se la Camera dà l’ok va benissimo, sia come omaggio per i 30 anni dalla morte, sia perchè il momento storico attuale è propizio, visto il grande dibattito sui diritti civili. Lui su tanti temi fu anticipatore, avvocato e giurista di livello.
Era capace di un’oratoria che ti affascinava, ricordo i suoi comizi splendidi, appassionati. Oltre agli atti, sarebbe importante la pubblicazione di mozioni e interpellanze sulle questioni del Friuli: un dibattito che per certi versi è rimasto di attualità.
Infine da menzionare il Fortuna ministro della Protezione civile, anche in quella veste diede prova delle sue capacità, quando riuscì a gestire in modo impeccabile un’eruzione dell’Etna che poteva essere pericolosa».
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